«Ci lanciavano addosso pietre e petardi»
SENIGALLIA – «Ci pioveva addosso di tutto: pietre, mattoni, razzi, petardi, batterie di fuochi d’artificio, pesanti cassonetti e altro. Alcuni di noi purtroppo sono rimasti feriti anche se nessuno in maniera grave». Uno degli agenti del Reparto mobile di Senigallia che venerdì sera era impegnati allo stadio di Pescara per la partita di serie B tra i biancazzurri e Lo Spezia, racconta i lunghi minuti di tensione vissuti dopo il match, quando i tifosi di casa hanno violentemente contestato la squadra dopo la retrocessione in serie C.
I fatti
Secondo le prime ricostruzioni, gli agenti senigalliesi rimasti contusi dopo gli scontri sarebbero almeno 3; in totale una decina di agenti della polizia sono rimasti feriti. Il bilancio della violenta contestazione fuori dallo stadio, al termine della gara con lo Spezia, comprende lanci di pietre, petardi, fumogeni e cassonetti contro le forze dell’ordine, oltre al danneggiamento di auto e mezzi della polizia.
Un razzo ha provocato anche un principio d’incendio sul balcone di un’abitazione, domato dai vigili del fuoco. L’agente senigalliese parla di un ambiente molto caldo già nelle ore prima del match, con i tifosi pescaresi a manifestare la propria insoddisfazione per l’esito delle ultime gare di campionato che avevano irrimediabilmente compromesso la permanenza del Pescara in B. Alla fine del match, però, si è scatenato l’inferno. Sono state lanciate, secondo i dati diffusi dalla polizia, ben 126 bombe carta dentro e fuori lo stadio, mentre la polizia ha risposto con 72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria violenta. La Digos della questura di Pescara sta visionando le immagini interne ed esterne dello stadio per identificare i responsabili dei disordini. «Il dispositivo di ordine pubblico messo in campo, con sole quattro squadre – denuncia il segretario del Sap di Pescara, Giampaolo Guerrieri, che ha anche espresso solidarietà ai feriti – è stato inadeguato: abbiamo avuto sei agenti feriti tra il Reparto mobile di Senigallia e Roma e altri quattro colleghi che sono andati in ospedale per farsi refertare». Il Reparto mobile di Senigallia allo stadio Adriatico era impegnato con due squadre: una ventina di agenti che stavano svolgendo il proprio lavoro con professionalità e serietà.
La reazione
«Dopo la partita, però – sottolinea uno degli agenti di Senigallia – i tifosi di casa hanno reagito violentemente e ci hanno lanciato addosso di tutto. Alcuni di noi hanno subito contusioni e ferite per fortuna non gravi ma resta il fatto che alcuni si sono dovuti recare all’ospedale». «Siamo costretti a censurare il dispositivo di sicurezza predisposto, che ha totalmente sottovalutato l’evento, mettendo a rischio l’incolumità dei poliziotti» ha detto Filippo Moschella, segretario Sap Ancona. Danni ingenti anche ai mezzi del Reparto di Senigallia: finestrini sfondati dalle pietre lanciate dai tifosi e pesanti conseguenze anche alla carrozzeria di veicoli.




