Chiavari, ultimo passaggio prima della gara per la messa in sicurezza del Rupinaro

Chiavari. Passo decisivo per la messa in sicurezza del torrente Rupinaro. Nella seduta di lunedì 5 ottobre il Consiglio comunale è chiamato ad approvare l’ultimo atto necessario per dare piena efficacia al progetto, aprire la strada alla fase esecutiva e all’appalto dei lavori.
Il progetto complessivo riguarda l’adeguamento e il consolidamento degli argini dalla foce del Rupinaro fino alla confluenza di rio Lemme, compreso il rialzo del ponte di via Castagnola. Un intervento esteso, progettato dopo una verifica puntuale delle condizioni degli argini: ogni tratto è stato classificato con un livello di criticità verde, giallo o rosso, individuando così dove non sono necessari interventi significativi, dove sono sufficienti opere limitate e dove invece serviranno lavori strutturali più importanti.
Il quadro complessivo vale circa 14 milioni di euro: circa 9 milioni sono già finanziati nel tratto fra la foce e il ponte di via Castagnola, mentre il Comune ha richiesto ulteriori 4,8 milioni per completare il lotto successivo. Il progetto aggiornato recepisce tutte le prescrizioni formulate dagli enti durante la Conferenza dei Servizi, conclusa positivamente ad agosto, e comprende anche interventi collegati alla sistemazione del torrente: il rifacimento della condotta fognaria in alveo, per circa 1,3 milioni di euro a carico dell’ATO, e l’adeguamento del ponte ferroviario, finanziato da RFI.
Un capitolo riguarda le arginature oggi comprese in proprietà private. Le procedure di esproprio non interesseranno indiscriminatamente immobili e terreni lungo il Rupinaro, ma esclusivamente le porzioni di argine che oggi sono in parte private interessate dagli interventi di consolidamento, oltre alle aree eventualmente occupate in modo temporaneo per i cantieri. Ai proprietari coinvolti saranno inviate comunicazioni con l’indicazione delle superfici interessate e delle modalità di cessione. Mentre gli edifici con muri d’argine saranno esclusi e rimarranno di proprietà privata.
L’intervento sulle arginature fa parte del più ampio piano di mitigazione del rischio idrogeologico del bacino del Rupinaro, che comprende anche il canale scolmatore inserito tra le progettazioni da sviluppare, gli interventi sui rii Bacezza, Bona e Moranda, il rifacimento dei ponti e la riorganizzazione delle linee fognarie.
Dopo il passaggio in Consiglio si procederà l’appalto, con l’obiettivo di avviare la gara entro la primavera e passare quindi alla fase dei lavori.
“Abbiamo rivisto in profondità gli studi ereditati dalla precedente amministrazione, arrivando a un progetto più efficace e meno impattante sulla città – dichiara il sindaco Federico Messuti –. Abbiamo escluso l’innalzamento generalizzato degli argini, che avrebbe penalizzato molte abitazioni affacciate sul torrente, e quello dei ponti, che avrebbe creato forti dislivelli lungo i viali con conseguenze su edifici, attività e assetto urbano. La scelta dello scolmatore è centrale nel disegno complessivo: gli interventi sugli argini rappresentano già un elemento fondamentale per ridurre il rischio e aumentare la sicurezza del Rupinaro, mentre lo scolmatore consentirà di rafforzare ulteriormente questo sistema, alleggerendo la portata del torrente durante le piene e riducendone le criticità. Nel frattempo abbiamo già realizzato interventi concreti: abbiamo allargato la foce del Rupinaro, eliminando la massicciata che ostacolava il deflusso verso mare, e ricostruito un tratto di argine in prossimità di corso Genova, classificato tra quelli a criticità rossa. Per queste due opere sono stati investiti oltre 1,2 milioni di euro. È il segno che il percorso di messa in sicurezza è già iniziato e che ora può proseguire con un progetto organico sull’intero tratto”.




