Cesano in secca, non c’è più acqua. Portati in salvo a Serra Sant’Abbondio oltre 350 pesci

SERRA SANT’ABBONDIO Un intervento tempestivo che evita il peggio, ma che al contempo riaccende i riflettori sulla fragilità dei nostri corsi d’acqua. Nel territorio di Serra Sant’Abbondio, il rapido intervento dei militari del Nucleo Carabinieri Forestale ha scongiurato una strage di fauna ittica lungo il torrente Cesano, dimostrando quanto il presidio capillare del territorio sia fondamentale per la tutela della biodiversità locale.
Cosa è successo
Durante un consueto pattugliamento di polizia fluviale nei pressi del vecchio mulino, i Forestali si sono trovati di fronte a uno scenario critico: lunghi tratti del Cesano completamente in secca e centinaia di pesci e anfibi ammassati in pozze d’acqua stagnante in via di rapido prosciugamento. La riduzione dell’ossigeno e l’innalzamento delle temperature stavano condannando a morte certa l’ittiofauna locale. Comprese le proporzioni dell’emergenza, i militari hanno immediatamente attivato il servizio di vigilanza della Provincia attraverso la Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), coordinando un’operazione di recupero d’urgenza. Asciugando le difficoltà operative e facendosi strada lungo l’alveo disidratato, le squadre intervenute sono riuscite a trarre in salvo circa 200 esemplari di scazzone (Cottus gobio) e oltre 150 trote fario (Salmo trutta fario) di varie dimensioni. Tutti gli animali, raccolti con cura in appositi contenitori, sono stati trasferiti e rilasciati un po’ più a monte, dove la presenza di un fondo roccioso e un flusso idrico residuo garantiscono ancora condizioni compatibili con la vita. Se l’azione dei Forestali e dei volontari ha risolto l’emergenza immediata, le cause profonde del fenomeno restano del tutto aperte. La grave sofferenza idrica del Cesano non è infatti riconducibile soltanto alla ciclica siccità estiva, ma porta con sé le eredità strutturali del drammatico evento alluvionale del settembre 2022.
Nel dettaglio
I detriti, i fanghi e i materiali sradicati dalla furia dell’acqua durante quell’evento hanno progressivamente colmato gli anfratti naturali del letto del fiume — quei micro-habitat essenziali che in passato permettevano ai pesci di trovare rifugio nei periodi di magra. Oggi il letto del torrente si presenta piatto e fortemente drenante: una conformazione che spinge la scarsa portata d’acqua a scorrere in profondità, al di sotto del sub-alveo, lasciando in superficie solo ciottoli e pozze isolate. Senza interventi strutturali mirati alla rinaturalizzazione del corso d’acqua e al ripristino delle sue dinamiche ecologiche originali, episodi simili rischiano di ripetersi con frequenza sempre maggiore. Il salvataggio di Serra Sant’Abbondio rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra forze dell’ordine e associazioni, ma l’ecosistema del Cesano richiede ormai un piano di risanamento a lungo termine.




