Umbria

Certificati Bianchi, arriva la semplificazione: più spazio a riciclo ed efficienza

Più semplicità per le imprese, meno burocrazia nelle procedure e nuovi spazi per gli interventi legati all’economia circolare. È questa la direzione indicata dalla nuova Guida operativa dei certificati Bianchi approvata dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, il documento che aggiorna le regole per accedere ai titoli di efficienza energetica (Tee), uno degli strumenti principali con cui lo Stato incentiva i risparmi energetici ottenuti dalle imprese.

Il meccanismo funziona in modo semplice: un’azienda che realizza un intervento capace di ridurre i consumi energetici può ottenere dei titoli, i cosiddetti certificati Bianchi, che hanno un valore economico e possono essere utilizzati nell’ambito del sistema nazionale di efficienza energetica.

La nuova guida punta soprattutto a ridurre i tempi e gli adempimenti necessari per presentare i progetti. Il ministero parla di procedure più chiare e uniformi, con l’obiettivo di rendere più facile l’accesso agli incentivi e aumentare gli investimenti delle imprese.

Uno degli aspetti riguarda l’ampliamento degli interventi riconosciuti. Tra le nuove aree ci sono i progetti che uniscono efficienza energetica ed economia circolare: interventi che riducono gli sprechi, migliorano l’utilizzo delle materie prime e rendono più efficienti i processi produttivi.

La Guida introduce inoltre maggiore attenzione ai progetti di elettrificazione dei consumi alimentati da energia rinnovabile, al risparmio idrico indiretto e all’efficienza energetica dei data center, considerati un settore in crescita per i consumi elettrici.

Un altro elemento rilevante riguarda la possibilità di rendere più facilmente finanziabili gli investimenti: il nuovo sistema rafforza infatti gli strumenti che consentono alle imprese di valorizzare prima i risparmi energetici ottenuti e amplia, per alcune tipologie di intervento, il periodo di incentivazione.

Il peso del meccanismo è già rilevante a livello nazionale. Secondo il Rapporto annuale certificati Bianchi del Gse, nel 2025 sono state presentate centinaia di richieste relative a nuovi progetti, rendicontazioni e verifiche, con il riconoscimento complessivo di 787.629 titoli di efficienza energetica, equivalenti a circa 0,45 milioni di tonnellate di petrolio di risparmi energetici.

La nuova Guida, però, apre una prospettiva per alcune filiere presenti in Umbria, perché per la prima volta rende più evidente il collegamento tra efficienza energetica ed economia circolare. Il tema non è soltanto produrre energia pulita, ma consumare meno energia per realizzare gli stessi prodotti, recuperando materiali e riducendo gli sprechi nei processi industriali.

In questo senso l’Umbria è chiamata in gioco nei settori dove esistono già processi di recupero e trasformazione delle materie: dall’industria manifatturiera alla gestione dei materiali riciclati, fino alle filiere agroalimentari.

Ovviamente il valore della riforma si misurerà sulla capacità di trasformare investimenti teorici in riduzioni reali dei consumi. L’Umbria, impegnata a più livelli sulle rinnovabili, dovrà misurare quanta energia riesce a risparmiare grazie a processi industriali più efficienti e a una maggiore capacità di recuperare valore dagli scarti.

Intanto in Umbria il tema dei certificati Bianchi ha già prodotto investimenti e anche contenziosi. Il caso più significativo è quello di Acciai Speciali Terni, che ha portato davanti ai giudici una richiesta di riconoscimento di titoli di efficienza energetica per un intervento sul sistema di generazione del vapore dello stabilimento di Terni. Il progetto, pur puntando alla riduzione dei consumi di gas naturale, non ha ottenuto il via libera del Gse perché il risparmio non è stato considerato “addizionale” rispetto all’investimento effettuato.

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