Catanzaro, Pontisso il valore aggiunto
Simone Pontisso è diventato un maestro nell’arte di incidere e decidere. Il centrocampista sta vivendo la migliore stagione della sua carriera, quella della piena maturità. Martedì ha spaccato il turno preliminare dei playoff come ha fatto con il sistema difensiva dell’Avellino: un inserimento centrale per mandare fuori giri due giocatori e poi colpire col destro dal limite il malcapitato Iannarilli.
Una giocata quasi inaspettata per gli avversari, hanno accusato il contraccolpo: era la prima conclusione vera del Catanzaro, che da lì ha cominciato a spostare l’inerzia della sfida verso la propria parte. Non è un caso che il primo graffio l’abbia piazzato il ventinovenne Simone, per tutto l’anno fra i migliori centrocampisti del campionato, sicuramente uno dei più ingiustamente sottovaluti se si mette sulla bilancia quanto sia stato importante in una squadra arrivata quinta in classifica e, per il terzo anno di fila, in semifinale playoff.
Con quello all’Avellino il bottino di gol stagionali è arrivato a cinque, ognuno dei quali pesante e utile: quando Pontisso è entrato fra i marcatori il Catanzaro ha ottenuto quattro vittorie e un pareggio. In tre occasioni ha sbloccato il match (a Bari nel girone d’andata, col Monza al ritorno e venerdì con l’Avellino), in una l’ha blindato (il 2-0 con il Mantova al “Ceravolo”) e in un’altra ancora ha trasformato il rigore del 2-2 con l’Entella, a fine primo tempo, il trampolino che ha permesso al Catanzaro di completare la rimonta nella ripresa.
Particolarità ulteriore: escludendo l’unico pareggio col Monza in cui Iemmello era assente per squalifica, Simone e Pietro hanno segnato insieme tre volte (Avellino, Mantova ed Entella), mentre nella quarta Pontisso ha finalizzato l’assist del capitano (a Bari). Magari è solo un caso o forse no, fatto sta che non sembra solo simbolica questa connessione fra veterani: loro due con Brighenti e Pompetti sono i quattro giocatori che frequentano lo spogliatoio da più tempo (’attaccante dall’inverno 2022, gli altri dall’estate successiva).
I tifosi hanno votato Pontisso come Mvp della partita contro l’Avellino. Riconoscimento ovvio per la prestazione e non solo per il gol, visto che il friulano ormai di casa a Soverato ha dominato la scena fra mediana e trequarti, aveva armato l’inserimento di Petriccione (sarebbe stato il settimo assist) e cercato il colpo più iconico che esista per un giocatore del Catanzaro: la rete direttamente dalla bandierina. È andato vicinissimo a imitare Palanca in due occasioni.
Nella prima forse inconsapevolmente: il pallone sembrava chiaramente indirizzato al compagno appostato sul primo palo, solo che la traiettoria arcuata come al solito, è uscita un po’ più alta di quanto avrebbe dovuto e si sarebbe infilata sotto la traversa se Iannarilli non fosse stato attento.
Nella seconda il tentativo è stato chiaramente voluto, Simone ha cercato lo specchio, non un compagno, alzando la mira solo di qualche centimetro: la traversa gli ha detto no salvando l’Avellino. Ci fosse riuscito la stagione del Catanzaro avrebbe avuto l’ennesimo gol da copertina, ma c’è sempre tempo (e vento) per riprovarci.
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