Calabria

Caso Giannetta, Bruno: «Altro che granitica, la maggioranza di Occhiuto perde pezzi sotto i colpi delle promesse mancate»



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«Altro che maggioranza granitica: è bastata la candidatura di Domenico Giannetta con Roberto Vannacci per aprire una crepa profonda nel centrodestra calabrese». Lo afferma Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, commentando la scelta del capogruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella di correre alle elezioni suppletive di Reggio Calabria con Futuro Nazionale. Una decisione alla quale il presidente Roberto Occhiuto ha reagito senza esitazioni, dichiarando Giannetta «fuori dalla maggioranza di centrodestra della Regione Calabria» e sostenendo che il suo governo non abbia «nulla a che spartire con chi sceglie Roberto Vannacci».

«E meno male – ironizza Bruno – che appena qualche giorno fa, durante un partecipato talk in piazza, il collega Orlandino Greco, incalzato dal sottoscritto, si sperticava nel descrivere la maggioranza come un blocco compatto e indistruttibile, puntando invece il dito contro una presunta divisione delle opposizioni. Evidentemente quella sera la prova di stabilità era stata effettuata a luci spente: oggi è bastata una candidatura per trasformare il granito in ghiaia».

«Giannetta – prosegue il capogruppo di Tridico Presidente – non è un consigliere marginale o un esponente periferico della coalizione. È il presidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, un uomo alla quarta legislatura e uno dei riferimenti politici del partito nel Reggino. Se decide di candidarsi con Vannacci contro il partito che rappresentava ai massimi livelli regionali e Occhiuto impiega pochi minuti per metterlo alla porta, è evidente che qualcosa si sia rotto». Secondo Bruno, la vicenda delle suppletive porta alla luce tensioni, riposizionamenti e malumori che le dichiarazioni ufficiali non riescono più a nascondere. «Siamo davanti ad un fatto politico difficilmente aggirabile: la maggioranza di Occhiuto perde pezzi sotto i colpi dei giochi di potere, delle ambizioni personali e delle promesse non mantenute».

«Quella stessa minoranza che Greco descriveva come divisa – aggiunge – ha invece dimostrato nei fatti la propria coesione. Lo ha fatto nella battaglia contro l’introduzione della figura dei sottosegretari e la moltiplicazione delle poltrone, portata avanti unitariamente e conclusa con un risultato importante a difesa dei calabresi e delle regole democratiche. Noi continuiamo a confrontarci, ma quando sono in gioco l’interesse della Calabria e il rispetto delle istituzioni sappiamo stare dalla stessa parte».

«Il dato meno divertente – conclude Enzo Bruno – è che, mentre nel centrodestra si litiga per candidature, seggi ed equilibri di potere, la Calabria continua ad affondare nei problemi di sempre: una sanità che non garantisce risposte adeguate, territori alle prese con dissesto e fragilità strutturali, servizi insufficienti e migliaia di giovani costretti ad andare via. I calabresi non hanno bisogno di assistere alla resa dei conti nella maggioranza. Hanno bisogno di un governo concentrato sui loro problemi. Se questo era il granito promesso da Greco, è evidente che si sta sgretolando molto prima del previsto».


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