Marche

Camerano, rubati poltrone e divano da 15mila euro. Dipendente voleva venderli a un collega, condannato



CAMERANO Aveva approfittato dell’incarico di manutenzione all’interno di un capannone, quello della ex Gatto Cucine, acquistato all’asta da un’azienda italiana specializzata nella produzione di ante e accessori per mobili, per portarsi via un divano e due poltrone in pelle nera della Frau, modello Chesterfield, del valore complessivo di circa 15mila euro. Accessori d’arredo di pregio per la particolare bombatura stile inglese. Per questo un 47enne romeno, residente a Loreto, è stato condannato ieri a 9 mesi di reclusione (pena sospesa) dal giudice Pietro Renna, al termine dell’udienza fissata per la discussione. Dovrà risarcire anche di 5mila euro l’azienda derubata.

Le accuse

L’imputato, difeso dall’avvocato Francesca Risito, rispondeva di furto aggravato dall’abuso di prestazione d’opera per fatti commessi a gennaio del 2024, all’interno dell’immobile che si trova lungo la Direttissima del Conero, a Camerano. Stando alla ricostruzione dei carabinieri di Camerano, a incastrare il 47enne sarebbero stati i messaggi whatsapp. Il 19 gennaio 2024, alle 16.33, il romeno avrebbe inviato al responsabile delle risorse umane dell’azienda 3 foto del divano e delle poltrone con un messaggio inequivocabile.

Il messaggio

«Ti interessa? Sono nuovi di vera pelle», proponendogli di fatto l’acquisto. Alla risposta negativa l’operaio avrebbe prima detto che gli arredi erano «di un vicino» e poi avrebbe subito cancellato le foto. Il lunedì successivo, dopo un controllo dentro il fabbricato, era emerso che divani e poltrone, collocati al piano terra, non c’erano più. Sentito dai militari, il consulente del lavoro dell’azienda ha raccontato di aver contattato telefonicamente l’imputato a metà febbraio 2024: l’uomo avrebbe ammesso di aver preso lui gli arredi, dicendo di averli ceduti a un amico e chiedendo tempo per rientrarne in possesso. Poi il dietrofront: dopo essersi rivolto a un avvocato avrebbe detto di non voler restituire nulla perché non più in suo possesso. Pochi giorni dopo si è licenziato. La denuncia del titolare dell’azienda, parte civile con l’avvocato Andrea Netti (in udienza c’era il collega Giuseppe Caldarelli) era stata presentata il 9 aprile 2024.




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