Lazio

blitz a Tivoli, sanzionato allevatore. Multa da oltre 5 mila euro

Un maxi controllo a tutela della filiera agroalimentare e della salute pubblica ha portato alla luce una vasta situazione di irregolarità nelle campagne di Tivoli.

I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Guidonia Montecelio, al fianco dei medici veterinari della ASL Roma 5, hanno condotto una capillare ispezione aziendale culminata nella contestazione di pesanti sanzioni amministrative nei confronti di un unico titolare d’allevamento.

Dalle verifiche sul campo è emersa l’esistenza di tre distinti allevamenti di animali da reddito — appartenenti alle specie bovina, ovina e caprina — completamente “fantasma”, ossia mai dichiarati né registrati presso gli uffici competenti dell’anagrafe zootecnica.

Manca il registro d’ingresso per 86 capi: scattano i verbali

A carico dell’imprenditore agricolo sono state elevate due distinte contestazioni economiche per un totale che supera i 5.400 euro:

Omessa registrazione degli allevamenti: sanzione amministrativa pari a 4.500 euro per aver avviato le attività di allevamento di bovini, ovini e caprini senza la prevista iscrizione ai registri sanitari e aziendali;

Mancata tracciabilità del bestiame: ulteriore multa da 900 euro per la totale assenza dei documenti obbligatori che attestino l’ingresso in azienda di ben 86 capi di bestiame.

Tracciabilità e prevenzione: perché il registro è fondamentale

L’operazione congiunta tra Arma e ASL evidenzia quanto la corretta tenuta dell’anagrafe degli animali sia un pilastro essenziale e non un semplice vincolo burocratico.

Censire le stalle e tracciare gli spostamenti dei capi consente alle autorita sanitarie di tenere sotto costante monitoraggio il quadro epidemiologico del territorio, neutralizzando sul nascere il rischio di epidemie animali (epizootie) e di zoonosi, le patologie trasmissibili dall’animale all’uomo.

L’assenza di documenti ufficiali rende inoltre impossibile verificare se siano state rispettate le norme comunitarie sul benessere animale, mettendo a rischio la sicurezza dei consumatori e penalizzando la concorrenza leale verso gli allevatori che operano nel rispetto delle regole.

L’Arma Forestale e il Servizio Veterinario della ASL Roma 5 hanno confermato che i controlli proseguiranno con frequenza costante su tutto il territorio provinciale.

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