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Bill Gates: “IA minaccia l’occupazione, serve un piano”. E propone di riservare posti di lavoro agli esseri umani

Bill Gates fa un passo indietro rispetto al suo ottimismo degli ultimi anni: in un’intervista al New York Times, il fondatore di Microsoft ha definito l’intelligenza artificiale come una grave minaccia per l’occupazione e ha proposto di introdurre misure per mitigarne le conseguenze negative, ad esempio tassandola o riservando dei lavori agli esseri umani. Il magnate ha messo in guardia il pubblico sull’impatto dell’IA sulle nostre società: “Non mi piace dare cattive notizie alla gente o dire che l’innovazione possa avere conseguenze globalmente negative, ma siamo arrivati a questo punto”, ha affermato, aggiungendo che “il mondo ha bisogno di un piano” e che affrontare questi rischi dovrebbe essere la “priorità assoluta a livello mondiale“.

Paragonando gli effetti dell’IA sull’occupazione a quelli della Grande Depressione del 1933 in scala ridotta, Gates ha denunciato una sottovalutazione delle minacce introdotte da queste tecnologia da parte del settore, almeno pubblicamente: “In privato, chi capisce quanto questa tecnologia sta migliorando, è molto preoccupato. Ormai si dicono l’un l’altro: ‘non dirlo, ci danneggia, in gioco ci sono i miliardi di dollari che stiamo cercando di raccogliere’”, ha affermato.

Ammettendo questa scarsa cautela, il magnate vuole passare all’azione: come si legge in un’intervista su Reuters, entro la fine del 2026 vuole incontrare il presidente cinese Xi Jinping per proporgli di unire le forze contro i rischi dell’IA, ad esempio riservando “agli esseri umani fino al 40% degli attuali posti di lavoro”. Secondo Gates, se a fare il primo passo fossero gli Stati Uniti la Cina potrebbe accettare restrizioni ai modelli di intelligenza artificiale, e poi “il mondo intero seguirebbe”. In un libro recentemente pubblicato, il fondatore di Microsoft propone delle vere e proprie “riserve umane” per alcune attività, soprattutto per chi ha meno mobilità sul mercato del lavoro: “Mi fa pensare alle riserve naturali”, scrive, citando come esempio ruoli che potrebbero essere sostituiti ma “non dovrebbero”, come quello di un medico che comunica a un paziente una diagnosi incurabile.

Secondo Gates, l’IA è “una pietra miliare evolutiva che richiede un’incredibile gestione politica da parte della società nel suo complesso”, ma ritiene anche che i governi non siano pronti e non si stiano preparando. Infine, in un messaggio in linea con le posizioni di Dario Amodei (Anthropic), Mark Zuckerberg (Meta) e Sam Altman (OpenAI), ha sollecitato l’istituzione di un organismo internazionale di supervisione dell’IA, ispirato all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e all’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile.

L’articolo Bill Gates: “IA minaccia l’occupazione, serve un piano”. E propone di riservare posti di lavoro agli esseri umani proviene da Il Fatto Quotidiano.


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