“Non avvicinatevi o giuro su Dio che vi sparo”, la minaccia della Guardia costiera libica all’equipaggio di Seawatch
“Non avvicinatevi o giuro su Dio che vi sparo”. È la minaccia che l’equipaggio della Aurora (Seawatch) si è sentito rivolgere da una motovedetta della guardia costiera libica il 22 agosto, mentre la barca a vela dell’ong tedesca Seawatch operava in acque internazionali. La Aurora, impegnata in una missione di monitoraggio, aveva raggiunto una barca in difficoltà.
Sul posto, racconta Sea Watch, c’era già un’altra imbarcazione libica che stava prendendo a bordo le persone. Quando la barca dell’ong si è avvicinata, la motovedetta si sarebbe identificata come guardia costiera libica e avrebbe intimato all’equipaggio di allontanarsi, minacciando di aprire il fuoco.
“La voce che sentite proviene direttamente da quella che, secondo il governo italiano, è ‘l’autorità competente’ dei soccorsi nel Mediterraneo”, fa sapere Sea Watch. L’episodio è avvenuto nello stesso giorno in cui il Viminale ha disposto 45 giorni di fermo e una multa di 7.500 euro per la Sea Watch 5, accusata di mancata collaborazione con la guardia costiera libica. La nave era arrivata a Napoli con sei migranti soccorsi dopo essere stati gettati in acqua dai libici.
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