“Bibi”, il progetto che sfida gli stereotipi di genere fin dall’infanzia

È stato presentato lunedì 13 aprile a palazzo Santo Stefano, sede della provincia, il progetto di ricerca e di intervento educativo nazionale “Bibi”. Un’iniziativa che punta a presentare modelli femminili e maschili diversificati attraverso biografie e biofiction per l’infanzia, per ampliare l’immaginario, ridurre le disuguaglianze culturali, sociali ed educative e decostruire gli stereotipi di genere sin dai primi anni di vita.
“Bibi” nasce nel 2022, arrivando settimo su circa 600 proposte. Ha durata biennale e si estende a 7 regioni italiane. «Parla di parità di genere ai bambini di età compresa tra i 3 e i 14 anni, allo scopo di intercettare le future scelte professionali dei più piccoli – ha spiegato Marnie Campagnaro, capo unità in Veneto – Riflettiamo sulla possibilità che arte, biografie e narrazione hanno nel mettere in discussione gli stereotipi di genere. Ad esempio, una bimba diceva di voler fare la parrucchiera, ma dopo le letture ha cambiato idea, dicendo di voler diventare giudice».
«Si tratta di temi nuovi ma di iniziative che arricchiscono la comunità, argomenti ai quale le istituzioni devono dare spazio e sostegno», ha commentato il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento.
Il progetto coinvolge maestri, educatori, famiglie, scuole, biblioteche e servizi culturali. «Alcuni insegnanti hanno raccontato di ricadute positive dell’iniziativa, come il coinvolgimento delle bambine nella squadra di calcio della scuola, dove prima erano escluse», ha concluso Ilaria Filograsso, capo unità in Abruzzo.
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