Lazio

benzina oltre i 2 euro, diesel a 2,11

L’estate torrida del 2026 trafigge anche i portafogli degli automobilisti italiani. La benzina torna a rompere il tetto psicologico dei 2 euro al litro sulla rete viaria ordinaria, segnando una fiammata nei listini che non si registrava dal settembre di tre anni fa.

Un’impennata fulminea dei prezzi della rete distributiva che rischia di trasformarsi in una stangata milionaria proprio nei giorni caldi dei rientri dalle vacanze.

Stando agli ultimi rilevamenti resi noti dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio erogato in modalità ‘self service’ ha toccato i 2,002 euro al litro per la benzina (in rialzo rispetto ai 1,997 euro del giorno prima) e i 2,116 euro al litro per il gasolio (in crescita da 2,107 euro). Una spirale rialzista ancora più marcata lungo la rete autostradale, dove la verde viaggia su una media di 2,077 euro al litro e il diesel ha raggiunto quota 2,186 euro.

Picco da tre anni: la soglia critica dei 2 euro

I numeri scattati dalle rilevazioni ministeriali fotografano un ritorno indietro nel tempo. Per ritrovare un costo medio della benzina al di sopra dei due euro al litro occorre infatti riavvolgere il nastro al settembre 2023, quando la media settimanale toccò i 2,001 euro.

L’asticella record dell’ultimo periodo resta ancora legata alle scosse di assestamento registrate a marzo 2022, all’indomani dell’escalation militare in Ucraina, quando la “verde” arrivò a sfiorare i 2,2 euro al litro alla pompa.

Foto internet

L’Unc attacca: “Misure subito, il gasolio è fuori controllo”

L’ondata di rincari ha fatto da detonatore alle proteste dei comitati di tutela. A suonare la carica è il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, che mette nel mirino la tempistica delle misure governative sulle accise:

«La benzina sfonda i 2 euro nella rete stradale, mentre il gasolio registra il valore più alto da quando è entrato in vigore il taglio da 14 centesimi sulle accise. Una riduzione che però gli automobilisti hanno percepito concretamente alle pompe solo con giorni di ritardo».

L’Unc sollecita quindi un intervento d’urgenza da parte dell’esecutivo prima della scadenza delle misure attualmente in vigore: «Serve un innalzamento immediato dello sconto sul gasolio da 14 a 30 centesimi per riportarlo sotto i 2 euro in autostrada, e un taglio contestuale di 15 centesimi sulla benzina per riposizionare la verde su livelli accettabili attorno a 1,9 euro».

Codacons: “Salasso da 1,8 miliardi, serve la proroga per il controesodo”

Ancora più duro il giudizio firmato dal Codacons, che parla di «effetti devastanti» sulla tenuta economica dei nuclei familiari.

Secondo i calcoli dell’associazione, la fattura complessiva pagata dagli italiani per fare il pieno durante i soli mesi di luglio e agosto è destinata a registrare un surplus di spesa pari a 1,8 miliardi di euro rispetto alla stagione precedente.

«Con la benzina oltre i 2 euro il governo non ha più scuse e deve intervenire allargando il perimetro dei taglituona l’organizzazione di tutela —. Non si tratta soltanto di prorogare oltre la fine di agosto la sforbiciata sulle accise del diesel, ma di estenderla urgentemente anche alla benzina, visto che sul territorio nazionale circolano più di 17 milioni di vetture con questa alimentazione. Senza un provvedimento correttivo immediato, la contro-esodo estivo si trasformerà in un vero e proprio salasso a spese dei consumatori».

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