droga tra l’ufficio e il bungalow, 71enne nei guai
L’età della pensione, un villino sul litorale e una misura di detenzione domiciliare che avrebbe dovuto tenerlo lontano dai guai.
Elementi che non hanno impedito a un settantunenne di Campo di Mare di trasformare le proprie disponibilità immobiliari in un vero e proprio hub logistico per il traffico di stupefacenti.
Per l’anziano — volto già arcinoto agli archivi delle forze dell’ordine — le porte della legalità si sono chiuse nuovamente dopo il blitz eseguito dai Carabinieri della Stazione di Ladispoli.
I militari, nell’ambito dei quotidiani controlli volti a verificare il rispetto delle prescrizioni da parte dei soggetti sottoposti a misure restrittive, si sono presentati alla porta dell’uomo per un’ispezione ad alto impatto.
Un controllo di routine che ha rapidamente cambiato segno non appena i Carabinieri hanno iniziato a passare al setaccio le stanze riservate all’uso esclusivo del padrone di casa.
Lo “studio” della cocaina e il secondo deposito nel bungalow
Il fiuto degli investigatori si è concentrato anzitutto su un vano adibito a ufficio privato. Tra carte e arredi, l’anziano custode della droga manteneva il kit perfetto per il taglio e lo smistamento delle dosi:
La cocaina da spacciare: un involucro termosaldato contenente 40 grammi di cocaina ancora da lavorare, affiancato da 4 bustine già confezionate e pronte per la vendita, per ulteriori 6 grammi.
La strumentazione: un bilancino elettronico di precisione insieme a rotoli di plastica, forbici e materiale da imballaggio.
Convinti che la perquisizione non avesse ancora esaurito le sue potenzialità, i militari hanno esteso le verifiche anche a un bungalow nella disponibilità del settantunenne, situato poco distante.
La certezza di un luogo sicuro si è sciolta all’interno della struttura turistica, dove sono stati scovati e recuperati altri 6 panetti di hashish per un peso totale di ben 293 grammi.
Tutto il materiale per il confezionamento e le sostanze illegali sono stati posti sotto sequestro.
La Magistratura ha disposto che l’anziano venga nuovamente trattenuto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dei successivi passaggi processuali.
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