Auto sui pedoni a Modena, Piantedosi: “Il terrorismo non c’entra, il fatto è collocabile nel disagio psichiatrico”
Mancava solo l’ufficialità, adesso è arrivata una conferma che avvicina molto alla verità definitiva: alla base di quanto accaduto a Modena non ci sono state finalità terroristiche. A dirlo è stato direttamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine di un incontro nella prefettura nella città emiliana, divenuta scenario di un fatto di sangue su cui una parte della destra italiana ha visto un’opportunità per alimentare la questione razziale e di cittadinanza. “Chiaramente gli inquirenti faranno faranno ulteriori accertamenti”, però il fatto sembra collocabile “in una situazione di disagio psichiatrico” ha detto il numero uno del Viminale. E ancora: “Non cambia la tragicità degli effetti e quello che è successo, anzi per certi versi preoccupa”, ma “per il mestiere che ci è dato di fare, registrare che non c’era nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo ci conforta”.
A sentire il responsabile degli Interni, “la componente psichiatrica è storicamente molto molto evidente, però il resto lo stabiliranno gli inquirenti. Oggi quello che è di maggiore evidenza è questa condizione personale di carattere psichiatrico”, ha ribadito Piantedosi a margine dell’incontro, parlando con i giornalisti. “Ripeto – ha proseguito – non è un minimizzare perché gli effetti si sono visti e poi talvolta ci sono pure situazioni con sovrapposizione di modelli emulativi”, ha aggiunto. “Lasciamo lavorare gli inquirenti, oggi c’è questa situazione di un disagio psichiatrico che è evidente”. In conclusione: “La tragicità del fatto – ha continuato – rimane qualsiasi sia stata la motivazione. Però è evidente che se noi avessimo preso consapevolezza che per la prima volta c’era sfuggito qualcosa nel sistema di prevenzione antiterrorismo, in qualche modo ce ne saremmo preoccupati un po’ di più”.
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