Puglia

Aumento addizionale Irpef per coprire il disavanzo della sanità in Puglia? Spi Cgil: “Inaccettabile!”

“Sig. Presidente, apprendiamo dalla stampa che la Giunta Regionale vuole procedere con l’aumento dell’aliquota dell’addizionale IRPEF per coprire il disavanzo della sanità. La consideriamo una soluzione inaccettabile!“. Così Michele Tassiello, Segretario Generale SPI CGIL Puglia, in una lettera aperta al presidente Antonio Decaro. E prosegue: “Per gli anziani si tratterebbe di un torto che non meritano. Rappresentano la parte della popolazione che più di tutte ha pagato le disfunzioni di un sistema che negli ultimi anni ha spesso negato il diritto alla salute, attraverso liste d’attesa dai tempi irragionevoli”.

“Abbiamo apprezzato molto la solerzia e la determinazione con cui ha voluto dare un segnale importante rispetto all’anticipo delle prestazioni arretrate. Si è peraltro trattato di una risposta alle rivendicazioni sindacali che sin dal 2016 sono state al centro di mobilitazioni rimaste senza risposta, anche quando sfociate in accordi che prevedevano impegni puntualmente disattesi. Tanti anni di delusioni che hanno finito per intaccare la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario
pubblico e che negli ultimi mesi, grazie alla Sua iniziativa, stava evolvendo verso una nuova speranza nel cambiamento, da sempre ritenuto possibile.

Ma la soluzione di mettere mani nelle tasche delle persone non può che essere accolta come una beffa da parte di quegli anziani che davanti allo sportello del CUP per anni sono stati accolti col monito: “la lista è chiusa”; di quegli anziani che quando andava bene venivano inseriti in liste di attesa lunghe anche qualche anno. Lei Sig. Presidente converrà che per un anziano il tempo brucia più in fretta: un mese in più di attesa può risultare decisivo; di quegli anziani che hanno subito l’umiliazione di sentirsi dire: “se paghi anche subito”; di quegli anziani costretti ad attendere anni per un banale intervento di cataratta e pertanto costretti ad una riduzione della propria autonomia; di quegli anziani che per sottoporsi ad un intervento chirurgico continuano ad attendere anni, se non dispongono dei soldi per pagare una visita privata presso uno specialista che possa poi inserirlo in lista.

Pensi a chi percepisce una pensione appena sufficiente per sopravvivere! E sappiamo che non è finita.
Vorremmo essere smentiti dai fatti, per ora ci rimane il dubbio che a fronte di un lavoro meritorio di smaltimento del pregresso, per chi chiede oggi una prestazione si riproponga lo stesso metodo del passato. Sarebbe apprezzabile invece che si rispettassero i tempi previsti per legge per la fornitura delle prestazioni, che l’urgenza venga considerata come tale, che i malati oncologici abbiano una corsia preferenziale, così come gli anziani ultraottantenni. Sì Sig. Presidente. Sappiamo che ciò non è previsto da nessuna normativa, ma sarebbe un bel segnale se lei si facesse carico di assumere e rispettare il valore della vita di chi di vita ne ha ancora poca. Così come crediamo che agli anziani siano riconosciuti i limiti oggettivi legati al luogo e alle condizioni in cui vivono. Fra quelle persone, che così come abbiamo appreso, hanno rinunciando all’anticipo della prestazione, siamo sicuri ci siano anziani che non possono programmare autonomamente la loro disponibilità di tempo.

Tanto per semplificare, un anziano di Alberobello che deve raggiungere l’Ospedale della Murgia per una prestazione, se non è automunito deve affidarsi ad un parente, laddove ne abbia, con tempi di verifica della disponibilità che non sono riscontrabili nell’arco di tempo di una chiamata telefonica.
È solo un esempio del bisogno di attenzione che occorre riservare alla condizione degli anziani, Sig. Presidente! Pensi ai circa 22 mila anziani pugliesi che vivono nei comuni al di sotto dei 2500 abitanti spesso ubicati in zone montane, che fanno fatica a muoversi o a coloro che vivono nelle periferie dei grandi centri dove le reti della socialità e della solidarietà risultano molto allentate e dove impera in maniera pervasiva la solitudine. Se come è vero gli anziani rappresentano il 25% della popolazione pugliese e se come è vero nei prossimi anni questo dato è destinato a crescere, allora è necessario che vengano introdotti correttivi nel modo di organizzare e fornire servizi che rispondano alle esigenze e alle peculiarità reali. Si tratterebbe di soluzioni solo di carattere organizzativo e che non comporterebbero alcun aggravio di costi. Così come contestiamo la scelta di aumentare dal 30 al 50 % la compartecipazione alla spesa da parte dei pazienti affetti da Alzheimer non autosufficienti, che invece meriterebbero una presa in carico maggiormente efficace ed efficiente, trattandosi di patologia fortemente connessa con l’aumento dell’età. Sono solo alcune delle criticità che vorremmo fossero prese in considerazione, senza trascurare i temi dell’assistenza domiciliare su cui col PNNR si confidava di poter registrare passi in avanti che ahimé non ci sono stati.

E che dire delle case della comunità? Si sperava che potessero contribuire a migliorare i servizi territoriali, invece ci troviamo difronte a ritardi inaccettabili. Siamo consapevoli delle difficoltà a trovare soluzioni alternative. Quella più semplice è ricorrere al prelievo fiscale. Ci aspettavamo un coinvolgimento delle rappresentanze sociali. Invece siamo costretti a prendere atto che la Giunta da Lei presieduta vuole far da sola. Dal confronto possono venire fuori soluzioni più eque che La invitiamo a perseguire, convinti come siamo delle Sue sensibilità verso le istanze che provengono dalla parte dei più deboli”, conclude Tassiello.


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