Aumenti spropositati dei costi, il Comune ricorra ai dividenti ricevuti da Hera

Sulla decisione di cessare la distribuzione dei sacchetti per il conferimento dell’umido a Ravenna il dibattito rimane accesso sollevando critiche aspre da parte di molte forze di opposizione. Secondo il consigliere comunale Gianfranco Spadoni di Lista per Ravenna la scelta sarebbe incomprensibile soprattutto alla luce dei fatturati delle società coinvolte.
“Credo che i conti di Hera non si compromettano in alcun modo a causa di questo modesto impegno di spesa se si considera, oltretutto, che i cittadini sono chiamati a un forte impegno operativo nella selezione dei materiali attraverso la distinzione fra organico, carta, plastica, vetro e indifferenziata – spiega Spadoni –. Un nuovo modello organizzativo che ha visto l’applicazione della cosiddetta ‘tariffa puntuale’ ossia un vero salasso per le famiglie e le imprese, nonostante il grosso lavoro operativo di selezione dei rifiuti a carico dei cittadini”.
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La decisione di eliminare la distribuzione gratuita dei sacchetti viene fortemente criticata anche dagli esponenti della Democrazia cristiana che chiedono maggiore trasparenza sui costi del servizio e sulla gestione complessiva di Hera. “Ancora una volta assistiamo a una scelta che incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie. Comprendiamo la necessità di garantire l’equilibrio economico del servizio, ma prima di chiedere nuovi sacrifici ai cittadini riteniamo doveroso sapere se siano state percorse tutte le strade possibili per contenere i costi interni – sottolinea Giovanni Morgese, segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Ravenna –. Chiediamo inoltre chiarezza sulle modalità con cui fino ad oggi veniva organizzata la distribuzione gratuita dei sacchetti dell’organico, quali fossero i costi effettivi sostenuti dal servizio pubblico e come venivano impiegate queste risorse. La trasparenza deve partire dai vertici: i cittadini hanno diritto di conoscere come vengono gestite le risorse che provengono anche dalle loro bollette”.
Oltre al tema dei sacchetti per l’organico non più gratuiti, per le opposizioni è imprescindibile adottare misure urgenti che diano ai cittadini risposte a seguito di “aumenti spropositati del costo del servizio rifiuti”. Sul punto duro è l’intervento della capogruppo de La Pigna, Veronica Verlicchi, che propone alla Giunta una serie di misure tra cui quella di “trasferire a Hera le risorse necessarie già disponibili nel bilancio comunale 2026 e prevedere, nei bilanci di previsione dei successivi tre anni, il vincolo delle somme corrispondenti agli aumenti approvati”.
“Le risorse da utilizzare per questo scopo – precisa la consigliera – possono provenire dai lauti dividendi che ogni anno il Comune di Ravenna incassa da Hera della quale è socio attraverso Ravenna Holding”. “Nel 2026 il Comune di Ravenna incasserà, tramite Ravenna Holding, oltre 11 milioni di euro di dividendi Hera. Si tratta, quindi, di vincolare una parte di queste risorse per coprire gli aumenti approvati anche per i successivi tre anni. Qualora Barattoni non volesse utilizzare una parte dei dividendi di Hera per evitare gli aumenti, gli proponiamo di lavorare insieme per individuare ed eliminare i costi inutili e clientelari presenti nel bilancio comunale”, conclude Verlicchi.
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