La Regione vota i fondi per celebrare Pertini, Vaccarezza esce dall’aula: è (ancora) polemica

Genova. In Regione si vota un provvedimento su Sandro Pertini e il consigliere Angelo Vaccarezza esce dall’aula. La polemica va in scena durante la sessione estiva di bilancio e ancora una volta vede protagonisti il compianto presidente della Repubblica – al quale peraltro è intitolata la sala di via Fieschi – e l’esponente di Forza Italia che – oltre ad essere fresco di nomina a capogruppo – è anche segretario d’aula e quindi componente dell’ufficio di presidenza.
Il provvedimento in questione è un emendamento all’assestamento di bilancio presentato da Roberto Arboscello (Pd) per finanziare con 30mila euro l’organizzazione di eventi per celebrare i 130 anni di Sandro Pertini, “figura molto amata per la sua integrità, la sua coerenza e il forte e continuo richiamo ai valori della Costituzione, soprattutto negli anni difficili della lotta al terrorismo”.
L’emendamento ha ricevuto il parere favorevole della giunta Bucci ed è stato approvato a larghissima maggioranza (astenuta solo Veronica Russo di Fratelli d’Italia). Ma l’assenza di Vaccarezza non è passata inosservata e ha infiammato gli interventi dell’opposizione.
“Sono incazzato nero“, ha esordito il consigliere dem Simone D’Angelo definendo “disgustoso” il comportamento di Vaccarezza e accusando il presidente dell’assemblea Stefano Balleari per non averlo censurato. “Una lesione dell’autorevolezza di questo consiglio regionale” secondo l’ex ministro Andrea Orlando (Pd).
Tra le fila del centrodestra è intervenuto Alessandro Bozzano (Noi Moderati) con una presa di posizione netta su Pertini: “Un esempio fulgido di persona seria, come seri dovremmo essere tutti noi che sediamo in posti importanti e dobbiamo dedicare tutti noi stessi al bene pubblico della nostra Liguria”. Poi una frecciata indiretta chiamando in causa la capogruppo di Forza Italia in Senato: “Se oggi ci fosse l’onorevole Stefania Craxi non avrebbe avuto certamente esitazione nel votare questo emendamento”.
Durante tutto il dibattito Vaccarezza è rimasto seduto nella saletta dedicata alla stampa, adiacente all’aula del Consiglio regionale. Poi è rientrato in aula con un sacchetto, spiegando che era uscito per prendere da mangiare.
Per il consigliere azzurro non è il primo “caso Pertini”. Lo scorso febbraio era scoppiata una polemica proprio nell’aula di via Fieschi perché, durante la votazione di un ordine del giorno, ha fatto una battuta fuori microfono dicendo che avrebbe telefonato al defunto presidente della Repubblica. Parole che erano state stigmatizzate proprio da Alessandro Bozzano nei giorni dello strappo con la lista civica Vince Liguria.
“L’uscita del segretario d’aula Angelo Vaccarezza dal consiglio regionale nel momento in cui si discuteva l’emendamento che chiedeva di destinare 30 mila euro ad iniziative per celebrare i 130 anni dalla nascita di Pertini è uno sfregio e un atteggiamento inaccettabile – attaccano i gruppi d’opposizione in una nota congiunta -. La memoria di Pertini va custodita e tramandata il più possibile. Alcuni membri di questa maggioranza devono decidere da che parte stare, se sceglie di sostenere quei valori che Pertini ha incarnato e difeso strenuamente oppure seguire giochi faziosi come Vaccarezza ha dimostrato di voler fare. Pertini è stato protagonista della Resistenza e della lotta antifascista, membro dell’Assemblea Costituente, presidente della Camera e settimo presidente della Repubblica. Ma, soprattutto, è stato un esempio di integrità morale, coerenza, sobrietà e profondo attaccamento ai valori della Costituzione. Evitare la discussione e il voto di un emendamento che chiedeva di sostenere la memoria di Pertini è incomprensibile, soprattutto in un aula che da questo consiglio è intitolata proprio a Pertini. La sua figura appartiene a tutto il Paese e non può essere piegata a logiche di parte o sacrificata a giochi politici. Difendere la memoria di Pertini significa difendere i valori fondanti della nostra democrazia e della nostra Costituzione. Vaccarezza si dimetta, il suo comportamento inqualificabile”.




