«Auditorium Scavolini, farmacia mai aperta e Aspes continua a spendere soldi». FdI Pesaro fa i conti in tasca alla partecipata

PESARO «Aspes continua a spendere soldi pubblici per un locale chiuso e inutilizzato». Fratelli d’Italia apre così il nuovo fronte sulla farmacia comunale di viale Marconi, la sede che secondo gli annunci di febbraio avrebbe dovuto aprire a metà marzo e che invece, a maggio inoltrato, non ha ancora alzato la serranda. Per i consiglieri Serena Boresta, Michele Redaelli, Giovanni Corsini, Daniele Malandrino e Cristina Canciani, il caso non riguarda soltanto il ritardo nell’attivazione del servizio, ma anche i costi già sostenuti da Aspes per locali mai entrati in funzione.
Ricapitolando
La farmacia era stata presentata come il trasferimento della sede di viale Fiume in un punto ritenuto strategico: il tratto finale di viale Marconi, accanto all’Auditorium Scavolini e al supermercato. A fine febbraio il presidente di Aspes Luca Pieri aveva annunciato l’apertura per metà marzo. I lavori, era stato spiegato, erano praticamente ultimati: restavano alcune rifiniture e il tempo per completare la parte burocratica. A distanza di mesi, però, l’apertura non è arrivata. E l’opposizione chiede conto del ritardo. «Da mesi Aspes continua a sostenere costi per un locale all’interno dell’Auditorium che, nonostante annunci, lavori e promesse ripetute nel tempo, risulta ancora chiuso e inutilizzato – attaccano i consiglieri di FdI -. La nuova farmacia comunale doveva rappresentare un servizio importante per i cittadini e invece è ancora lontana dall’apertura. Nel frattempo, le spese continuano a correre e il conto, ancora una volta, ricade sui pesaresi». Secondo Fratelli d’Italia, la sola voce dell’affitto avrebbe già raggiunto una cifra vicina ai 100mila euro, calcolata su un canone di quasi 3mila euro al mese oltre Iva, sostenuto almeno dal novembre 2023. A questa somma andrebbero aggiunti i costi per vetrofanie, lavori interni, arredamenti, consumi, utenze e tasse per le esposizioni pubblicitarie dei loghi delle Farmacie comunali. «Decine e decine di migliaia di euro di soldi pubblici già spesi senza che il servizio sia mai stato attivato», insistono. La struttura, di oltre 120 metri quadrati e con due ingressi, avrebbe dovuto ospitare non solo l’erogazione di farmaci al banco, ma anche servizi sanitari come vaccinazioni, consulenze, elettrocardiogrammi, analisi delle urine e telemedicina. Sullo sfondo il ricorso presentato dai titolari della vicina farmacia Penserini-Maffei di via Cecchi, legato alla collocazione della nuova sede rispetto alle piante organiche delle farmacie. Pieri aveva precisato che il ricorso non era contro Aspes, ma contro un atto del Comune, e che non aveva mai fermato i lavori.
Il doppio scenario
I consiglieri indicano due possibili scenari: nel primo, la giunta Biancani non sarebbe stata in grado di indirizzare e vigilare sulla propria partecipata; nel secondo, più preoccupante, la scelta di prendere in affitto i locali dell’Auditorium sarebbe stata condivisa con l’Amministrazione per garantire un’entrata economica immediata utile a tamponare difficoltà legate al completamento dell’Auditorium.«Entrambi gli scenari sono estremamente gravi», affermano i consiglieri, che ricordano di avere ricevuto risposte «assolutamente insufficienti». Da qui la nuova interrogazione: «Aspes e il sindaco – concludono – chiariscano una situazione che fa emergere ancora una volta gravi problematiche nel Comune». Nel frattempo FdI sta predisponendo ulteriori accertamenti nonchè segnalazioni formali agli enti preposti.




