tre giorni tra medicina, etica e dolore

Curare l’anziano oggi non riguarda solo le singole patologie, ma anche i fragili equilibri immersi in una complessità biologica e sociale. È questo il filo conduttore del Convegno Triveneto dei Centri di terapia del dolore e cure palliative, che riunisce a Padova il 21, 22 e 23 maggio clinici ed esperti per fare il punto sulla geriatria.
Giovedì 21 maggio alle ore 17.30 in Sala Livio Paladin di Palazzo Moroni, il congresso si aprirà con la tavola rotonda dal titolo “Senectus ipsa morbus?” a cui parteciperanno Umberto Curi, emerito di Storia della Filosofia all’Università di Padova, Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e Maurizio Rippa Bonati, già docente di Storia della Medicina. Terenzio non faceva il medico, ma il drammaturgo, tuttavia con la frase “Senectus ipsa morbus?” (la vecchiaia stessa è una malattia?) contenuta nella commedia “Phormio” esprimeva una visione della terza età estremamente realistica e drammaticamente moderna: decadimento biologico inarrestabile, perdita di autonomia ed emarginazione, sofferenza psicologica.
La seconda giornata, in programma venerdì 22 maggio dalle ore 9 in Aula Tesi della Facoltà Teologica del Triveneto, fotografa la multidimensionalità del tema del congresso, dove il paziente geriatrico viene analizzato attraverso una lente clinica a tutto campo: dalle risposte del sistema immunitario alle problematiche neurologiche, fino all’approccio psicologico e clinico verso il dolore. Un focus specifico è dedicato alla sfera neuropsichiatrica, laddove depressione, delirio e demenza tracciano spesso i confini della vulnerabilità senile. Il dibattito si sposta poi sulla gestione della sarcopenia – la perdita di massa muscolare che accelera il declino funzionale – esaminata sotto il profilo fisiatrico e nutrizionale. Trova spazio anche l’integrazione dell’agopuntura e, in chiusura di mattinata, una profonda riflessione sulle cure palliative nell’anziano, un tema il cui impatto logistico e strutturale pesa in modo sempre più evidente sulla sostenibilità della sanità pubblica. Nel pomeriggio si esplorano territori più specialistici ma di grande interesse: l’uso terapeutico di ossigeno e ozono.
Sabato 23 maggio dalle ore 9, sempre in Aula Tesi, gli specialisti dei diversi centri ospedalieri condividono le proprie esperienze pratiche: dai costi e benefici dell’uso degli oppioidi, ai metodi di misurazione del dolore, fino alla delicata modulazione dei dosaggi farmacologici nel «grande anziano». Spazio anche all’innovazione con la Pens therapy, l’ossigeno-ozono terapia per le fistole, il trattamento del dolore pelvico e il ruolo delle medicine complementari nel fine vita.
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