Aree industriali del Fvg, confronto su sostenibilità e circolarità
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Le aree industriali del Friuli Venezia Giulia possono diventare veri e propri ecosistemi produttivi sostenibili, capaci di coniugare competitività, innovazione e responsabilità ambientale. È questo il messaggio emerso dal seminario “Le aree industriali del Friuli-Venezia Giulia come ecosistema produttivo: verso un modello di Eco Distretto Circolare”, ospitato nei giorni scorsi al Centro Servizi del Consorzio Ponte Rosso-Tagliamento e promosso nell’ambito delle attività sviluppate da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ed ENEA per accompagnare la transizione delle aree industriali verso modelli sempre più sostenibili e circolari.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, enti di sviluppo industriale, imprese e mondo della ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le esperienze già avviate sul territorio regionale e presentare gli strumenti innovativi sviluppati da ENEA per favorire la sostenibilità e la simbiosi industriale.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Presidente del Consorzio Ponte Rosso – Tagliamento Sergio Barel, del Direttore Daniele Gerolin, del Presidente di FICEI Antonio Visconti e di Giorgio Adami, Direttore del Servizio sviluppo economico locale della Direzione centrale attività produttive e turismo della Regione Friuli Venezia Giulia.
“Questo seminario rappresenta un’importante occasione di confronto e condivisione – ha sottolineato il presidente Sergio Barel –. La costruzione di una rete tra i diversi enti che si occupano di sviluppo industriale, sostenibilità e innovazione è fondamentale per affrontare le sfide della transizione ecologica. Solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, consorzi e imprese sarà possibile costruire modelli di crescita capaci di generare valore per i territori e per le comunità”. “Il futuro delle aree industriali passa attraverso una nuova visione che le considera non più semplici luoghi produttivi, ma ecosistemi integrati capaci di creare valore economico, ambientale e sociale”, ha evidenziato il Direttore del Consorzio Ponte Rosso – Tagliamento Daniele Gerolin. “In questo percorso il Consorzio svolge un ruolo di raccordo tra imprese e istituzioni. Dal 2017, con il progetto APEA sviluppato insieme ad ARPA FVG e Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo avviato un modello sistemico orientato al miglioramento delle performance ambientali e alla gestione condivisa delle aree industriali. Un’esperienza che ha ottenuto riconoscimenti anche a livello nazionale grazie al lavoro svolto con FICEI e che oggi si traduce in nuove progettualità dedicate all’energia, alle comunità energetiche, all’ambiente e alla simbiosi industriale”.
“Il Consorzio Ponte Rosso rappresenta oggi un modello di riferimento a livello nazionale per la qualità dei servizi offerti alle imprese e per aver intrapreso con lungimiranza il percorso verso l’ecosistema produttivo e l’ecosistema industriale. Siamo convinti – ha sottolineato Antonio Visconti Presidente di FICEI – che questa sia la direzione del futuro: in una fase di grandi trasformazioni, le imprese non sono chiamate soltanto a generare profitto, ma a creare valore economico, ambientale e sociale. Per questo è fondamentale il ruolo dei Consorzi, che affiancano le aziende nella costruzione delle condizioni necessarie per raggiungere gli obiettivi ESG, attraverso servizi, infrastrutture e progettualità condivise. La sostenibilità non è solo una responsabilità, ma un fattore determinante di competitività, capace di incidere sul merito creditizio, sulle relazioni di business e sulla capacità di attrarre investimenti”.
Nel proprio intervento Giorgio Adami, Direttore del Servizio sviluppo economico locale della Direzione centrale attività produttive e turismo della Regione FVG ha rilevato che “i Consorzi di sviluppo industriale rappresentano un driver fondamentale per la crescita del Friuli Venezia Giulia e interlocutori strategici nell’attuazione delle politiche industriali regionali. Negli ultimi anni hanno saputo interpretare con efficacia gli indirizzi della Regione, contribuendo a consolidare aree produttive competitive e radicate nei territori. Oggi disponiamo di basi solide per affrontare la sfida di un’industrializzazione sempre più green. Centrale sarà anche il coinvolgimento attivo delle imprese, affinché le progettualità nascano da esigenze concrete e possano generare benefici diffusi per l’intero sistema produttivo regionale”.
Nel corso della sessione tecnica, i rappresentanti di ENEA, dipartimento Sostenibilità, hanno illustrato alcuni strumenti per la simbiosi industriale, tra cui la Metapiattaforma di simbiosi industriale, e gli eco-distretti circolari, come previsto dalla Strategia Nazionale per l’Economia Circolare. Laura Cutaia ha presentato i progetti MASE dedicati alla simbiosi industriale e alle aree industriali sostenibili e circolari, mentre Marco La Monica ha approfondito il modello di Eco Distretto Circolare, fondato su criteri ESG e pensato per favorire una gestione integrata delle aree produttive. Emanuela De Marco ha infine illustrato il portale web-gis hub4ait, piattaforma dedicata alla mappatura e alla sistematizzazione delle aree industriali italiane attraverso dati ambientali, economici e sociali. Particolarmente significativo il contributo dei Consorzi di sviluppo industriale del Friuli Venezia Giulia, chiamati a condividere esperienze e progettualità già avviate sul territorio. Un patrimonio di competenze che conferma il ruolo della regione come laboratorio avanzato di sostenibilità applicata alle aree produttive.
Il seminario si è concluso con una sessione di confronto aperto e con la conferma della volontà comune di proseguire lungo il percorso di trasformazione delle aree industriali regionali in Eco Distretti Circolari, rafforzando la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e favorendo l’adozione di strumenti innovativi in grado di sostenere la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo.
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