Appello di Sequi (3A Latte Arborea) alle istituzioni: nuove regole per incentivi e competitività
Arborea
Intervento al convegno nazionale dell’Ordine dei dottori commercialisti
Il presidente e amministratore delegato della cooperativa 3A Latte Arborea (leader del mercato lattiero-caseario sardo e terzo player nazionale nel latte UHT), Remigio Sequi, ha richiamato l’attenzione delle istituzioni su due temi legati alla competitività generale del comparto agricolo e delle imprese: la neutralità fiscale degli incentivi e la compensazione degli svantaggi strutturali. Lo ha fatto intervenendo alla tavola rotonda “Innovazione, governance e crescita delle imprese”, moderata da Gabriela Savigni, consigliere nazionale CNDCEC, delegata Area Diritto Societario nell’ambito del Convegno “Il Valore delle Imprese – Fiscalità, incentivi e strategie per la competitività” organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, tenutosi a Porto Rotondo.
Neutralità fiscale degli incentivi
Misure come l’iperammortamento – o alcune evoluzioni recenti dei crediti di imposta – è stato detto, pongono un problema di effettiva fruibilità dell’agevolazione che dipende dalla modalità di determinazione del reddito e dalla piena imponibilità fiscale.
“Il risultato è ammissibilità formale all’incentivo anche per le società e le cooperative agricole, ma limitata fruibilità economica”, ha spiegato il presidente Sequi. “Sarebbe, pertanto, auspicabile un correttivo ispirato a un principio di neutralità fiscale: a parità di investimento, tecnologia e risultato dovrebbe corrispondere un beneficio sostanzialmente equivalente o alternativo”.
“La politica degli incentivi”, ha proseguito il presidente e amministratore delegato della cooperativa 3A Latte Arborea, Remigio Sequi, “dovrebbe premiare l’investimento e i risultati che produce, non il regime fiscale dell’impresa che lo realizza. Non servono più incentivi, ma equità nelle politiche pubbliche per reali pari opportunità di accesso agli aiuti per tutti i settori produttivi. Rappresentando il settore lattiero-caseario una voce importante dell’economia italiana, limitare la capacità di investimento delle filiere cooperative significa ridurre la competitività dell’intero sistema che collega produzione agricola, trasformazione industriale e occupazione”.
Compensazione degli svantaggi strutturali
Sul piano della competitività, secondo il presidente Sequi, è necessario per ogni realtà continuare a investire, tenendo presente il contesto di mix generalizzato di aumenti da fronteggiare. Per le imprese sarde però, oltre all’aumento dei costi dell’energia, i rincari dei trasporti penalizzano ulteriormente la condizione strutturale di insularità.
Sul bilancio di Cooperativa Latte Arborea il solo impatto dell’aumento delle tariffe dei trasporti marittimi e dei carburanti sui costi logistici, aggravato da un fattore esterno di forte pressione come l’ETS, equivale a circa 2,6 milioni di euro per il 2026.
“Non vogliamo mettere in discussione gli obiettivi di sostenibilità”, ha precisato il presidente Sequi, “ma evitare che il costo della transizione ricada in modo sproporzionato sulle imprese che operano in condizioni strutturalmente più complesse per cui chiediamo misure di compensazione. Altrimenti si rischia di trasformare un obiettivo ambientale europeo in un ulteriore differenziale competitivo a carico delle economie insulari”.
“Il punto decisivo”, ha proseguito il presidente e amministratore delegato della cooperativa 3A Latte Arborea Remigio Sequi, “è la programmazione: un’impresa pianifica gli investimenti su tre, cinque o dieci anni. Anche la politica degli incentivi dovrebbe avere un orizzonte temporale coerente con quello delle imprese”.
“Venendo, infine, al tema della governance”, ha concluso Remigio Sequi, “credo che nelle cooperative la sfida odierna sia ricercare un bilanciamento virtuoso tra partecipazione dei soci, controllo e rapidità decisionale e che tale equilibrio possa ottenersi solo attraverso una chiara distinzione dei ruoli. Ai soci competono le decisioni riservate dalla legge e dallo statuto; al consiglio di amministrazione spettano l’indirizzo strategico e l’organizzazione dell’impresa, mentre alla struttura manageriale compete l’attuazione operativa nell’ambito delle deleghe ricevute. La sfida è tutta qui: preservare fino in fondo l’identità cooperativa, il suo valore mutualistico, ma senza farne un vincolo, e al tempo stesso governare e gestire la cooperativa con la velocità, la disciplina e l’efficacia di una moderna impresa industriale. Perché essere cooperativa deve rappresentare una forza distintiva, non un limite alla capacità di competere sui mercati”.
L’impegno di Cooperativa Latte Arborea verso il primo comparto agroalimentare regionale che rappresenta si è tradotto in 48 milioni di euro di investimenti negli ultimi due anni per l’innovazione tecnologica, il rafforzamento della capacità produttiva e l’efficientamento dell’organizzazione. Nel 2026, anno del suo settantesimo anniversario, Cooperativa Latte Arborea sta proseguendo con ulteriori investimenti che guardano all’efficientamento energetico, all’automazione, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione di prodotto.
Sabato, 12 settembre 2026
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