Basilicata

Antenna Nasa in Calabria, cosa sappiamo del progetto per le missioni Artemis

Il vicepremier Antonio Tajani a Reggio ha annunciato nelle scorse settimane che la Calabria potrebbe ospitare una nuova antenna destinata a supportare le comunicazioni delle missioni Artemis della Nasa. L’iniziativa, dicono gli enti coinvolti, «è in fase preliminare». Ecco di cosa si tratterebbe e quello che sappiamo davvero


L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, alcuni giorni fa a Reggio Calabria dove ha tenuto a battesimo il nuovo Consiglio comunale. La Calabria potrebbe ospitare una nuova antenna destinata a supportare le comunicazioni delle missioni Artemis della Nasa. Un’infrastruttura strategica, destinata a inserirsi nella rete internazionale che mantiene i collegamenti tra la Terra e i veicoli impegnati nell’esplorazione della Luna.

Nel corso dell’annuncio, Tajani ha fatto riferimento alla Sila. Un’indicazione poi corretta dal deputato e neosindaco di Reggio Francesco Cannizzaro, che ha invece parlato dell’Aspromonte. Al di là del riferimento geografico, il progetto riguarda comunque la Calabria e rappresenta uno dei tasselli della collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel settore spaziale, rafforzata anche dalla recente dichiarazione di intenti firmata dal ministro Adolfo Urso e dall’amministratore della Nasa Jared Isaacman per la costruzione, in Italia, dei moduli abitativi lunari.

Sull’iniziativa, tuttavia, le informazioni disponibili sono ancora limitate. Gli enti coinvolti, contattati, hanno spiegato che il progetto si trova ancora in una fase preliminare di sviluppo e non ci saranno, almeno per ora, comunicazioni ufficiali sui dettagli dell’infrastruttura, sulle caratteristiche tecniche o sulla localizzazione definitiva.

L’INTERESSE DELLA NASA PER LA CALABRIA RISALE AD ALMENO TRE ANNI FA

Quello che è possibile ricostruire è che l’interesse della Nasa per un nuovo sito in Calabria non nasce oggi, ma risale ad almeno tre anni fa. Nel corso delle valutazioni l’agenzia ha preso in esame più siti sul territorio regionale e l’Aspromonte è tra le aree considerate, insieme ad altre località calabresi. Ma perché la Nasa avrebbe bisogno di una nuova antenna? E perché proprio la Calabria?

Per comprenderlo bisogna fare un passo indietro e osservare come comunicano con la Terra le missioni spaziali dirette verso la Luna. Una missione come Artemis non si affida a un’unica antenna. Le comunicazioni vengono gestite da una rete di infrastrutture che si alternano durante le diverse fasi del volo, in una sorta di staffetta. Nelle prime fasi del lancio, da Cape Canaveral, il collegamento è assicurato dal Launch Communications Center e da tre stazioni terrestri in Florida, che ricevono la telemetria del razzo e ne seguono l’ascesa.

Quando la navicella raggiunge l’orbita terrestre, entra in funzione il Near Space Network, una rete composta da una quarantina di antenne distribuite in tutto il mondo, appartenenti alla Nasa ma anche ad agenzie e partner commerciali. A supporto operano inoltre satelliti ripetitori in orbita geostazionaria, che trasferiscono i dati alle stazioni di terra.

Superata l’orbita bassa terrestre e iniziato il viaggio verso la Luna, il collegamento passa alla Deep Space Network, la rete della Nasa dedicata allo spazio profondo. È costituita da grandi parabole da 34 e 70 metri installate in California, Spagna e Australia, posizionate in modo da garantire la copertura continua delle missioni nonostante la rotazione della Terra.

IL NUOVO PROGRAMMA LEGS DELLA NASA

Negli ultimi anni, però, la Deep Space Network è arrivata a operare vicino ai propri limiti. Oltre alle missioni Artemis deve infatti gestire le comunicazioni con i rover marziani, le sonde interplanetarie e numerosi telescopi spaziali. Per questo la Nasa ha avviato il programma Lunar Exploration Ground Sites (LEGS), una nuova rete di antenne dedicate esclusivamente alle missioni lunari. Le tre antenne principali, in costruzione in New Mexico, Sudafrica e Australia, avranno un diametro di circa 20 metri, ma non saranno sufficienti da sole. La rete sarà quindi integrata da infrastrutture messe a disposizione dai partner internazionali della Nasa. In questo contesto potrebbe inserirsi l’ipotesi di una nuova antenna in Calabria.

L’Italia, del resto, è già uno dei partner più importanti della Nasa nelle comunicazioni spaziali. Attraverso l’Agenzia spaziale italiana dispone di infrastrutture che già collaborano con i programmi dell’agenzia americana, dal Sardinia Radio Telescope (64 metri di diametro) gestito dall’Inaf al Centro spaziale del Fucino, fino al Centro di geodesia spaziale di Matera e al Centro spaziale Luigi Broglio in Kenya.

A rendere la Calabria particolarmente interessante contribuiscono diversi fattori: la posizione tra Stati Uniti e Australia, favorevole all’interno della rete mondiale delle comunicazioni spaziali, le condizioni meteorologiche generalmente stabili, che riducono le interferenze sulle bande di frequenza utilizzate, e la presenza di competenze scientifiche e accademiche di alto livello, a partire dall’Università della Calabria.


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