Sardegna

Viaggio da incubo, protesta contro Trenitalia

Oristano

“Bloccati per oltre cinque ore, senza acqua e privi di qualsiasi forma di assistenza”

Un’odissea lunga ore, nel cuore dell’estate e con temperature che sfioravano i 40 gradi, senza assistenza né acqua. Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di Carlotta Agus, passeggera del treno regionale Olbia-Cagliari 4757 delle ore 18 dello scorso 11 luglio.

Un racconto dettagliato, che accende i riflettori sui disagi vissuti da circa quaranta persone – tra cui bambini e passeggeri fragili – rimaste bloccate per ore nelle campagne a causa di un guasto al convoglio e al sistema di condizionamento. Ecco la lettera che denuncia i ritardi nei soccorsi e la mancanza di tutele.

Di seguito la lettera che pubblichiamo integralmente

Il treno è partito già con ritardo, dopo le 18.10 e, una volta saliti a bordo, abbiamo scoperto che l’impianto di aria condizionata non funzionava. L’unica soluzione è stata quella di aprire i finestrini, che però si aprivano soltanto nella parte superiore, rendendo praticamente impossibile il ricambio d’aria in una giornata di caldo intenso. Dopo circa venti minuti di viaggio, il convoglio si è improvvisamente guastato mentre affrontava una salita, fermandosi a metà strada tra una galleria e la sua uscita. Da quel momento è iniziata un’autentica odissea.

Siamo rimasti chiusi all’interno del treno con le porte bloccate per lungo tempo, le porte sono state successivamente aperte per arieggiare, senza la possibilità di scendere e senza informazioni chiare su quanto stesse accadendo, per giunta vista la posizione tra le campagne di Olbia le linee telefoniche erano fuori uso. I soccorsi sono stati richiesti soltanto dopo oltre due ore dall’arresto del convoglio.

Da quanto abbiamo potuto constatare, non sono stati allertati né il 118 né i vigili del fuoco, nonostante le condizioni in cui si trovavano una quarantina di passeggeri, tra caldo, sete, aria irrespirabile e crescente preoccupazione. Dopo circa due ore e mezza è arrivato un altro treno che ha agganciato il nostro e ci ha trainati fino a Olbia. Durante tutto questo tempo, per ben cinque ore e mezza, Trenitalia non ha distribuito né acqua né cibo ai passeggeri, lasciando tutti, compresa una bambina di due anni e persone più fragili, in condizioni di forte disagio in una giornata da 40 gradi.

Solo intorno alla mezzanotte siamo rientrati a Olbia, dove siamo stati smistati su due diversi treni. I passeggeri diretti verso il sud della Sardegna hanno dovuto affrontare un ulteriore disagio, effettuando anche un cambio a Chilivani per poter proseguire il viaggio. Personalmente sono riuscita a rientrare a casa soltanto alle 2.30 del mattino, mentre chi era diretto a Cagliari è arrivato intorno alle 4. Ritengo inaccettabile che nel 2026 possano verificarsi situazioni di questo genere: un treno senza aria condizionata, un guasto che lascia i passeggeri bloccati per oltre cinque ore, l’assenza di acqua e di qualsiasi forma di assistenza, una comunicazione insufficiente e tempi di intervento così lunghi.

Non scrivo questa lettera per alimentare polemiche, ma perché episodi del genere non possono essere considerati normali. Chi acquista un biglietto ha diritto a viaggiare in sicurezza, a ricevere assistenza in caso di emergenza e ad essere informato con trasparenza. Mi auguro che questa vicenda venga approfondita e che i responsabili forniscano spiegazioni, oltre a garantire che situazioni simili non si ripetano.

Carlotta Agus

Lunedì, 20 luglio 2026

©Riproduzione riservata


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