“Il Rave di Redentore. Grazie per aver trasformato le nostre strade nel regno dell’illegalità”. La lettera
Gentile direttore, siamo un gruppo di famiglie residenti in via Garibaldi. Decidiamo di scrivere per rendere noto come l’assoluta assenza di legalità e la mancanza di controlli abbia trasformato la notte del Redentore, che dovrebbe essere la festa dei veneziani, in un incubo che va bene solo in un’ottica del guadagno.
Perché parliamo di illegalità? Perché la ripetuta mancanza di controlli degli ultimi anni dalle nostre parti in queste occasioni ha permesso che si consolidasse la mentalità che “si può fare tutto” e, ovviamente, chi ne vuole approfittare trova così campo libero. Immaginiamo che gli agenti siano pochi e siano impegnati a San Marco, ma non si può abbandonare così le periferie di una città.
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Illegalità? Si, in molte forme.
Illegalità è vedere sin dal pomeriggio i bar allargare mostruosamente i plateatici ponendo tavolini e seggiolini ovunque fino ad impedire il passaggio. Bisogna chiudere un occhio perché devono guadagnare? Va bene, andiamo avanti.
Illegalità è organizzare feste ed eventi senza permessi. Accade così di chiedere alle 2 e mezza di notte: “Scusate, ma a che ora pensate di finire? A che ora avete messo la fine sui permessi?” e vedere che ti ridono in faccia: non ci sono permessi, non c’è la licenza della Siae, non c’è autorizzazione del Comune, non c’è dichiarazione su orario e decibel, non sono previste misure di sicurezza… si può fare quello che si vuole.. e “Chiudiamo quando non c’è più gente…”.
Illegalità è vedere decine di giovani con bottiglie e bicchieri di vetro in mano, e sentirne cadere a andare in frantumi qualcuno ogni tanto sperando che nessuno si faccia male… ma non erano vietati?
Illegalità è vedere nelle nostre callette interne, quelle che si affacciano a via Garibaldi, entrare giovani, scambiarsi furtivamente qualcosa, mettere i soldi in tasca, e tornare dove c’è la musica. E poi di nuovo.. e di nuovo…
Illegalità è vedere tanti giovani entrare all’interno delle calli e urinare a fianco le nostre porte di casa…
ma come si fa a prevedere una festa per centinaia di persone che bevono (e molto) e pensare di “soddisfare le esigenze” con quell’unico gabinetto del bar?
Illegalità è vedere giovani e giovanissimi vomitare e stare male perché evidentemente vengono consentiti eccessi che vanno oltre al divertimento.
Perché sabato è (di nuovo) successo questo? Perché in via Garibaldi si fa così:
verso le 17 inizia la musica dei locali e – seppur già molto alta – continua fino ai fuochi. Certo, viene sopportata, perché “E’ il Redentore”. Ma…
Alla fine dei fuochi, cioè quando le persone normali rientrano e la festa si esaurisce, inizia il Rave.
Improvvisamente spuntano degli amplificatori giganteschi sulla pubblica via, in corrispondenza di un bar del centro che evidentemente organizza l’evento e ci guadagna (ma senza metterci il nome sui social perché ben cosciente di esser fuori da ogni legge e regola) e si comincia a sparare musica con volumi da stadio, ad un livello mai sentito prima, in una strada larga circa 20 metri con edifici ai lati che fanno conca facendo riecheggiare un rimbombo che far star male le persone all’interno delle case.
E’ partito l’effetto “pifferaio magico”: la musica da discoteca ad un volume così alto che non si è mai sentito prima ha la funzione di arrivare anche molto lontano, così tutti i personaggi che vagabondano senza meta vengono attirati e si avvicinano concentrandosi nell’area con gli effetti che abbiamo descritto sopra, nell’errata percezione che ci sia una festa organizzata. Invece è un Rave improvvisato tra le case, con amplificatori e volumi assordanti in una pubblica via, priva di autorizzazioni e regolamentazioni.
E si va avanti così, con le finestre che tremano e i piatti nelle credenze che si spostano a causa delle frequenze dei bassi, fino alle 3 e mezza del mattino, incuranti delle preghiere dei residenti che implorano di abbassare. Un centinaio di giovani salta (dalle facce non si capisce nemmeno quanto coscienti) al martellamento del ritmo almeno fino alle 3 e mezza del mattino, o comunque quando vogliono loro.
Ma davvero tutto questo porta ricchezza per cui “chiudere un occhio” (meglio: tutti e due)?
A chi? a uno o a due soggetti con licenza di mescita? Ma è davvero ricchezza?
Così ogni anno la situazione peggiora perché si consolida la consapevolezza che “tanto non verrà nessuno…”, perché, di fatto, la zona è abbandonata.
E probabilmente si andrà avanti così finché (speriamo non succeda mai) non capiterà qualcosa, perché il lassismo e la mancanza di rispetto di ogni regola non può portare a niente di buono.
La storia insegna: quando l’ordine pubblico abbandona un territorio chi se ne appropria?
A proposito: non serve a nulla chiamare il Pronto intervento della Polizia locale. Anche se si telefona allo 041 274 7070 non verrà nessuno.
Un gruppo si residenti di via Garibaldi,
Venezia
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