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>ANSA-FOCUS/ L’Ue pronta a nuove sanzioni, lavora per fondi e contraerea a Kiev – Altre news

(di Luca Ferrero)
L’Unione europea prova a serrare
i ranghi a sostegno di Kiev. Stretta tra i colpi proibiti di
Donald Trump e il pressing crescente di Volodymyr Zelensky,
Bruxelles risponde al blocco della legge Graham annunciato dal
tycoon confermando di essere al lavoro sul 22mo pacchetto di
sanzioni europee. “Dobbiamo fare di più”, ha commentato un
portavoce della Commissione all’ANSA, sottolineando come
“un’azione coordinata su entrambe le sponde dell’Atlantico”,
sarebbe comunque in grado di “fare la differenza per porre fine
a questa guerra”.

   
Ma all’indomani del Consiglio europeo, l’Ue si è svegliata
con il nuovo segnale a tinte fosche che giunge dall’altro lato
dell’oceano. E nella capitale europea torna ad aggirarsi lo
spettro di un’Unione sempre più sola nel supportare la difesa
ucraina. In attesa che negli Stati Uniti passi la tempesta del
midterm, a Palazzo Berlaymont l’imperativo è fare di più per
Kiev e farlo in tempi rapidi.

   
A dettare le priorità, all’Europa Building, ci ha pensato il
presidente ucraino. Che al vertice Ue ha chiesto altri 70
miliardi per poter continuare a combattere contro la Russia nel
2027. Sostegno finanziario a cui si aggiunge quello militare,
con la richiesta di nuovi intercettori. Le istanze sollevate dal
leader ucraino spingono così l’Europa a una nuova accelerata,
proprio nel momento in cui l’Unione si è mostrata più lenta a
trovare i compromessi necessari per tenere alta la pressione su
Mosca. Con divergenze e forze centripete destinate ad acuirsi
nel corso di un anno elettorale cruciale per il futuro dei 27.

   
Non a caso, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto
ha ammesso che ottenere l’approvazione del Parlamento per
ulteriori consegne di armi a Kiev sarà “più difficile” con
l’avvicinarsi delle elezioni. E nella stessa intervista alla Bbc
ha sottolineato un altro nodo essenziale per la difesa ucraina,
affermando che è un “un grave errore” da parte degli Stati Uniti
limitare l’accesso ai sistemi satellitari e alle informazioni di
intelligence. Di fronte ai rallentamenti di Starlink in Ucraina,
denunciati ancora da Zelensky, l’Ue al momento resta sprovvista
di alternative valide, almeno nel breve periodo. E così sul
tavolo della presidente della Commissione Ursula von der Leyen
rimangono per ora tre importanti dossier su cui intensificare il
lavoro: nuovi aiuti finanziari a Kiev per coprire il gap di 70
miliardi, nuovi intercettori e un nuovo pacchetto di sanzioni.

   
Dossier sui quali non sarà tuttavia semplice trovare una quadra
con i Paesi membri.

   
Da Palazzo Berlaymont, tengono a sottolineare che finora l’Ue
ha fornito all’Ucraina un’assistenza complessiva pari a 230
miliardi di euro. Per il prossimo anno, è prevista l’erogazione
di altri 45 miliardi dei 90 previsti dal prestito biennale. Ma
per i 70 miliardi aggiuntivi chiesti da Zelensky per il 2027
resterebbe poco margine – circa 10 miliardi – solo dai fondi
residui del programma Safe, che comunque la Commissione “sta
esaminando”. Tutto il resto dovrebbe arrivare con un nuovo
prestito: il vero banco di prova per l’Unione. Che, di fronte
all’opposizione del Belgio, non sembra essere in grado di dare
seguito alla richiesta di alcuni Paesi di sbloccare e utilizzare
i frozen asset russi fermi nella società belga Euroclear.

   
E resistenze si registrano pure sul lato delle forniture
militari, con Paesi come Grecia e Spagna restii a mettere a
disposizione di Kiev gli intercettori nonostante il pressing di
Nato e Ue. Al momento, l’unico strumento offerto esplicitamente
da Ursula von der Leyen è il 22esimo pacchetto di sanzioni. Ma
guardando agli intoppi dello scorso pacchetto, anche per il
prossimo la strada appare in salita. Con un piede
sull’acceleratore, intanto, la leader dell’esecutivo
blu-stellato si prepara al vertice con il Canada previsto a fine
ottobre, occasione per rinforzare la sponda del premier Mark
Carney anche sul dossier ucraina.

   

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