Ancora 162 stranieri vivono in hotel a Bolzano

BOLZANO. «Abbiamo fatto e ottenuto tanto, ma non basta. Dobbiamo vigilare perché il piano di redistribuzione delle famiglie straniere su tutto l’Alto Adige, appena approvato, vada avanti. Bolzano ospita ancora in 4 hotel 162 immigrati (70 adulti e 92 minori), in tutto 56 famiglie. All’ex Inpdap di via Pacinotti vivono altri 108 immigrati (28 famiglie). Si parla tanto di integrazione ma come vedete è sempre il capoluogo a farsi carico dei grandi numeri». Fratelli d’Italia ha presentato ieri in piazza Mazzini, davanti all’hotel Asterix, il nuovo modello di “accoglienza diffusa” dei richiedenti asilo in tutto l’Alto Adige, appena approvato dalla Provincia. Marco Galateo, presidente provinciale di FdI, Anna Scarafoni, consigliera provinciale, Patrizia Brillo, assessora comunale e Roberto Muraro, capogruppo comunale del partito, dicono che il nuovo programma ha recepito le proposte “da noi” avanzate in campagna elettorale.
Il progetto si basa su distribuzione equilibrata dei numeri, temporaneità dell’ospitalità (24 mesi), contribuzione alle spese per l’affitto e inserimento lavorativo. Il tutto per evitare che l’accoglienza si concentri nei grandi centri urbani. Bolzano in primis. E un primo importante passo è stato fatto – sottolineano – «per noi si tratta di una vittoria». Va detto inoltre che il piano dimezzerà la spesa per la Provincia, che passa da 4 a poco meno di 2 milioni l’anno. Ma serve tanto altro.
«Gli hotel? Sono per turisti»
«Gli alberghi della nostra città – dicono Scarafoni e Brillo – devono poter ospitare turisti, come succede in tutto l’Alto Adige e invece da noi in alcuni ci abitano gli immigrati. Siamo riusciti grazie alla nostra insistenza ed alla promessa del presidente Arno Kompatscher – dice Scarafoni – a trasferire altrove le famiglie che erano all’Asterix ma a tutt’oggi è ancora pieno l’Ariston di via Roma, il Chris di via Mendola, il BHouse e lo Stay Cooper del centro».
In questo periodo, per un’ulteriore emergenza, alcune famiglie sono ospitate sempre a Bolzano in un hotel low cost di viale Druso. «È chiaro che il nuovo modello di accoglienza deve aiutarci e proseguire ad una corretta redistribuzione dei numeri su tutto l’Alto Adige ma al momento la risposta è claudicante, perché se è vero che un po’ di Comuni hanno dato l’ok ad ospitare una famiglia, tanti altri si sono tirati indietro per vari motivi. E noi dobbiamo vigilare». Bolzano – chiude Brillo – non chiede di sottrarsi alla propria responsabilità, ma di esercitarla all’interno di un sistema equo, sostenibile e realmente provinciale: «La tutela delle persone non può dipendere dalla disponibilità di un solo Comune, né le misure emergenziali possono trasformarsi automaticamente in servizi permanenti concentrati nel capoluogo».
Alto Adige: 28 Comuni non hanno trovato neanche una casa
A metà agosto, nel capoluogo c’erano circa 950 migranti – 161 in meno del mese precedente – così distribuiti: 692 accolti nelle strutture, 162 negli alberghi e 85 in strada. Ricordiamo che, in base agli accordi, sono 94 i Comuni che, da metà giugno, avrebbero dovuto accogliere una famiglia, per alleggerire il capoluogo dove c’è la più alta concentrazione di stranieri.
Al momento – a detta dell’assessora provinciale al sociale Rosmarie Pamer – in 44 hanno già dato la disponibilità di un tetto ed altri 22 lo stanno cercando. E sono 28 i Comuni che non hanno dato disponibilità nemmeno per un alloggio. Attualmente abbiamo sistemato un primo contingente di 29 famiglie e andiamo avanti». Questa la promessa. Tra circa due settimane – dice Pamer – darò l’elenco dei Comuni ospitanti. «Speriamo – dice FdI – che da qui in poi i numeri si alzino».
1.800 euro al mese ai Comuni per la casa. Gli stranieri pagano
La Provincia ha appena dato il via libera come detto all’ “accompagnamento abitativo diffuso per famiglie con background migratorio”. «L’accordo da noi fortemente voluto – dice Galateo – prevede un contributo forfettario di 1.800 euro ad alloggio per i Comuni. Attenzione – continua – non sono 1.800 al mese che vanno alle famiglie per pagare l’affitto. Non avremmo mai accettato una cosa simile! Si tratta di soldi che vanno al Comune per compensare i costi generali per l’attuazione della misura».
Uno “zuccherino” che addolcisce la pillola. «La durata prevista dell’accoglienza è di 24 mesi; le famiglie dovranno sostenere spese mensili fino a 168 euro a persona. L’affitto non è gratis». Per una famiglia di tre persone, a seconda della situazione economica, si tratta di una cifra compresa tra 120 e 504 euro.
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