Ancona, si finge ragazzino (invece ha 31 anni) per carpire foto hard a una 12enne e ricattarla: «Ora le diffondo»
ANCONA – Una relazione social tra una ragazzina di 12 anni e un 31enne che, nell’inganno del web, si era finto un romantico 16enne alle prime pulsioni amorose. L’uomo sapeva perfettamente come arrivare al cuore dell’adolescente, con lusinghe e parole dolci d’amore per spingerla a fidarsi. Così quel rapporto fatto di chat e di messaggini, ben presto è scivolato da Instagram a TikTok e poi alle conversazioni al cellulare tramite la messaggistica di whatsapp. Ma l’infatuazione sarebbe durata poco, per lasciare il posto a qualcosa di torbido: sexting e richieste di foto déshabillé.
La ricostruzione
E quando la ragazzina ha ceduto, inviando una foto in top, lui le ha risposto inviandole foto esplicite.
La pseudo relazione è scivolata in un gioco piccante e perverso, con una videochiamata dai contorni hot. Poi, l’uomo avrebbe palesato le sue vere intenzioni: «Mandami tue foto nuda o diffondo quelle che mi hai già mandato». La 12enne gli aveva infatti già inviato foto sexy ma per paura, vergogna e sentendosi braccata, ne ha aggiunte altre più esplicite. Era il maggio del 2022.
I genitori della ragazzina, parlando con lei dei suoi contatti sui vari social, si sono imbattuti nei messaggi a luci rosse con quello sconosciuto. Hanno cercato di carpire i contorni di quell’incubo dalle parole frastagliate della figlia e poi si sono recati alla Questura di Ancona per denunciare e cristallizzare le sue dichiarazioni in un ambiente protetto e adeguato alla gravità della situazione. Il 31enne (un siciliano residente ad Acireale, difeso dall’avvocato Dario Fina), raggiunto dai carabinieri, è stato indagato con le accuse pesantissime di adescamento di minorenne tramite Internet, pedopornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico.
Ieri, al Tribunale di Ancona, si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Alberto Pallucchini. Il difensore del 31enne ha sollevato una serie di eccezioni e questioni preliminari, tutte respinte tranne quella relativa alla questione di competenza territoriale circa la contestazione della detenzione del materiale pedopornografico.
Il difensore sostiene che il suo assistito abbia ricevuto le foto hot dalla 12enne mentre si trovava fisicamente ad Acireale, pertanto il tribunale competente dovrebbe essere quello di Catania. Su questo aspetto procedurale il gup deciderà nella prossima udienza, fissata per il 14 luglio. La 12enne, rappresentata dall’avvocato Silvia Paoletti, si è costituita parte civile nel processo contro l’uomo che l’aveva tratta in inganno. Hanno fatto lo stesso i suoi genitori, tramite l’avvocato Roberto Regni, chiedendo un risarcimento danni di 20mila euro.




