Marche

Ancona, operaio morto carbonizzato a Fincantieri, la famiglia fa il riconoscimento


ANCONA – Dopo la perdita hanno dovuto affrontare anche il riconoscimento del cadavere. È stato il giorno più brutto ieri per i familiari di Sofiane Boutraa, l’operaio specializzato, 55 anni, tunisino, morto carbonizzato martedì sera all’interno della Fincantieri. Un passaggio obbligatorio e propedeutico a fissare anche il giorno in cui verrà effettuata l’autopsia disposta dal pubblico ministero Ruggiero Dicuonzo.

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L’accertamento

L’esame autoptico si terrà mercoledì prossimo e sarà effettuato dal medico legale Eva Montanari. La Procura vuole andare a fondo sulle cause della morte e capire la violenza della fiammata che ha strappato per sempre alla vita l’operaio. Un atto dovuto anche per eventuali risarcimenti e attivazione di un eventuale iter assicurativo trattandosi di un infortunio sul luogo di lavoro. Intanto la famiglia di Boutraa, che vive in corso Carlo Alberto, la moglie e due figli di 19 e 17 anni (un maschio e una femmina), si è affidata a un legale per essere seguita nella fase delle indagini e ha nominato l’avvocato Raffaele Napolitano che ha già depositato il mandato in Procura. Potrebbero decidere di nominare un consulente di parte in vista dell’autopsia. La decisione non è ancora stata presa. Accanto alla moglie e ai figli si è stratta tutta la comunità tunisina del capoluogo dorico che sta dando loro una mano e un supporto morale.

La vedova

Il Corriere Adriatico ha provato a rintracciare la vedova ieri ma la donna ha detto che non se la sentiva ancora di parlare aggiungendo solo «mi dispiace tanto». Sull’accaduto proseguono le indagini dell’Ast e dei vigili del fuoco all’interno del blocco quinta marcia, la zona dove si è verificata la tragedia. Erano le 22 quando martedì Boutraa e il collega Kabir Mohidul, 27 anni, bengalese, avevano raggiunto il blocco dopo una pausa caffè. Il primo a entrare nella cassa, una sorta di scatola che fa parte della pancia della nave da crociera che era in costruzione nel capannone (una Four Seasons extralusso), è stato il tunisino. Si è calato dentro e appena ha azionato il cannello da taglio, alimentato da acetilene, si è verificata la grossa fiammata pe l’ambiente saturo di gas. Perché si sia creata una bolla che è stata fatale all’operaio è ancora al vaglio: un errore umano, con il rubinetto lasciato inavvertitamente aperto, o una perdita dal tubo difettoso. Di sicuro c’è stata una fuga di gas che ha creato l’innesco.

Il ferito

Il collega bengalese che era con lui era ancora fuori ed è stato investito di riflesso. È ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Pisa: ha ustioni di 2 e 3 grado per più dell’80% del corpo. Ieri , a margine di un evento di Confindustria, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha espresso vicinanza ai familiari dei due operai e ha aggiunto: «Morire sul lavoro è sempre inaccettabile. Proseguiremo l’impegno per la sicurezza in tutti i tavoli».




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