Marche

Ancona, furto da 84mila euro a Conerobus, presa la banda dei filtri: tre arresti

ANCONA – Parte da Pordenone e arriva fino ad Ancona l’indagine che ha portato al fermo di tre persone ritenute responsabili di una serie di furti di filtri antiparticolato ai danni di aziende di trasporto pubblico. Nel capoluogo dorico gli autori materiali sarebbero un 47enne e un 24enne. Il gruppo, secondo la ricostruzione degli investigatori, si muoveva con modalità consolidate: ingresso in Italia, furto mirato e rientro all’estero con la refurtiva. I tre fermati – di 44, 47 e 24 anni, di origine romena – sono stati bloccati il 28 aprile nei pressi del confine tra Italia e Slovenia dalla Squadra Mobile di Pordenone con la Polizia di Frontiera di Gorizia. Avevano agito anche a Pordenone e Torino: ora si trovano nel carcere di Gorizia.

L’indagine

Il punto di partenza è il furto avvenuto tra il 23 e il 24 novembre nel deposito Atap di Pordenone: dieci filtri antiparticolato sottratti, danno stimato in circa 150mila euro e numerosi autobus fuori servizio. Da qui l’attività della Squadra Mobile, sviluppata attraverso analisi dei tabulati telefonici, sistemi di geolocalizzazione e incrocio delle banche dati del Ministero dell’Interno. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire spostamenti e modalità operative del gruppo, che utilizzava veicoli con targa estera e privilegiava i valichi del Nordest e gli scali marittimi. Il secondo episodio accertato è quello di Ancona, nel deposito Conerobus sono stati rubati sei filtri per un valore di 83mila euro.

Il colpo in città

I ladri sono entrati dal lato posteriore dell’area, passando dal dirupo e scavalcando un muro di contenimento, per poi dirigersi direttamente verso i mezzi parcheggiati nel piazzale. Sono stati colpiti solo gli autobus più facilmente accessibili, mentre altri veicoli, anche dotati degli stessi componenti ma collocati in officina o nei capannoni, non sono stati toccati. Un’azione chirurgica, che aveva subito acceso i sospetti dei vertici aziendali. «Sapevano dove mettere le mani», aveva spiegato il manager Paride Gasparini. L’ultimo episodio a metà aprile a Torino. Complessivamente i danni stimati superano i 330 mila euro. La refurtiva non è stata ancora recuperata. Il furto dei filtri antiparticolato, anche comunemente chiamati catalizzatori, hanno resto i mezzi immediatamente inutilizzabili, con effetti diretti sul servizio e costi significativi per il ripristino. La refurtiva non è stata ancora recuperata. La Questura di Pordenone indaga anche sull’attività di riciclaggio: accertamenti sono in corso per risalire alla filiera.




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