Amazon accende il mega hub a Jesi, il primo pacco è un giocattolo. La carica dei neoassunti: «Emozionatissimi, finalmente l’indeterminato»
JESI – Il mega hub Amazon, 60 mila metri quadrati, spunta già dalla superstrada. Uscita allo svincolo dell’Interporto, poi sempre dritti fino al distributore di benzina e svolta a destra. Perdersi è difficile. Il colosso americano della logistica, che a Jesi ha insediato il polo più grande d’Italia – nove in totale quelli presenti nel Paese – non ha lasciato nulla al caso. La segnaletica, orizzontale e verticale, indica il percorso differenziato per auto, moto, bus e furgoncini. «Welcome Amazon» recita il cartello sulla rotatoria prima dell’ingresso al parcheggio, già affollato. Sulla strada la navetta predisposta dal Comune fa la spola tra il centro e la Coppetella, carica di dipendenti al primo giorno di lavoro.
«Noi siamo del secondo turno», raccontava ieri, sul marciapiede verso l’ingresso, Claudia Carlomagno, 23 anni, del Lazio.
Il primo turno è iniziato alle 6, il secondo attacca alle 14.30. «Ma ci hanno detto di arrivare quaranta minuti prima, per la consegna del badge e l’accoglienza», continua la giovane. È emozionatissima. «Finalmente un contratto a tempo indeterminato», dice, mostrando il badge. La 23enne, che prima lavorava in un magazzino Amazon della Capitale, è nelle Marche solo da qualche giorno. «Ho preso casa ad Ancona, condivido un appartamento con un’amica. Qui mi trovo bene, ho già avuto modo di ambientarmi». All’entrata i colleghi sono già in fila, divisi per ordine alfabetico, in attesa dei badge e dei gadget aziendali: uno zaino a sacca personalizzato, due borracce e un contenitore per il pranzo. Sullo zaino, spiegano, ogni città ha una sigla di riferimento legata all’aeroporto più vicino e un simbolo. Per Jesi AOI-1 e Diomede, che secondo la leggenda ne sarebbe il fondatore. «Io vengo da Chiaravalle», racconta Hiba Naji, 53 anni, di origine marocchina. «Oggi è un giorno importante per me, perché finalmente smetto di essere disoccupata. Non ho figli, sono qui con mia sorella e i miei nipoti, ma lavorare per me è molto importante. Inizio una nuova vita».
Mille assunzioni in tre anni
Sotto al tendone, all’ingresso, gli addetti distribuiscono acqua fresca. I neoassunti – Amazon prevede mille assunzioni in tre anni – una volta entrati partecipano a una riunione, poi affrontano un corso sulla sicurezza e una formazione introduttiva alla mansione. Le figure previste sono oltre sessanta, tra magazzinieri, tecnici, addetti alla sicurezza e ingegneri. Nell’hub jesino la merce arriva, viene processata, stoccata, quindi compare nell’e-commerce e poi viene distribuita nei magazzini più piccoli, come quello di Camerano per le Marche, ma anche nel Nord Italia e in Europa. «Rafforziamo la nostra presenza nella regione adriatica, un territorio con un tessuto imprenditoriale vivace e una forte vocazione manifatturiera — ha dichiarato Giorgio Busnelli, country manager di Amazon.it — questo sito ci permetterà di servire più velocemente i clienti del Centro Italia e, allo stesso tempo, di offrire alle piccole e medie imprese marchigiane un nuovo punto di accesso per raggiungere milioni di clienti in Italia e in Europa». Il nuovo centro di distribuzione ieri ha ricevuto il suo primo prodotto: un set della collezione Lego Botanicals. Ma il primo giorno dell’hub è stato soprattutto quello dei lavoratori. Tra loro anche Cristian Tombolesi, 20 anni, di Jesi, al debutto dopo il diploma al liceo socio-economico. «Cosa penso di questo nuovo insediamento nella mia città? Aprirà tanti nuovi posti di lavoro, per Jesi è una grossa opportunità». Arriva la mascotte aziendale, qualche selfie con i dipendenti, poi via al turno di lavoro dentro il mega hub che promette sviluppo per tutta la regione.




