Calabria

Ecologia oggi, a Cosenza s’indaga tra le macerie: caccia all’uomo nei video della zona

Tra le macerie del deposito di Ecologia Oggi, i detective della Mobile continuano a cercare prove. Reperti dai quali ripartire nella caccia all’uomo scatenata dal procuratore Vincenzo Capomolla. Gl’investigatori del questore Antonio Borelli scavano tra le carcasse annerite e le lamiere deformate. Osservano ogni dettaglio, provano a scrutare tracce, frammenti in grado di invertire il corso dell’inchiesta. L’indagine si muove, per adesso, nel luogo dell’attentato consumato nella notte tra sabato e domenica in via Pietro Nenni, nel quartiere Vaglio Lise. È lì che, nel deposito-cantiere, nove automezzi destinati al servizio di igiene urbana sono stati distrutti o gravemente danneggiati dalle fiamme. Un’azione rapida, chirurgica, che tradisce una pianificazione accurata e una conoscenza dei luoghi tutt’altro che occasionale.

La svolta potrebbe arrivare dai filmati. Gli specialisti della Scientifica hanno acquisito ore di registrazioni provenienti da una mezza dozzina di impianti di videosorveglianza installati nelle attività commerciali e nelle abitazioni che si affacciano lungo il perimetro del deposito. Un mosaico di immagini che viene analizzato fotogramma dopo fotogramma, nella speranza di intercettare il passaggio dell’attentatore, ricostruirne gli spostamenti e seguirne il percorso fino a restituirgli un volto e un nome.
Risalire la corrente significa confrontare quei volti con gli archivi investigativi, con le conoscenze dei poliziotti che operano su strada. Incrociare tempi, tragitti e presenze, fino a cristallizzare il profilo del ricercato. La sensazione, negli ambienti investigativi, è che il responsabile possa aver lasciato più di una traccia, forse convinto che il buio della notte sarebbe stato un alleato sufficiente a cancellarne i movimenti.
Lo scenario nel quale si muove l’inchiesta resta quello della criminalità organizzata. La pista mafiosa continua a rappresentare lo sbocco investigativo di riferimento, anche se nessuna ipotesi viene ancora considerata definitiva. L’attentato assume sempre più i contorni di un messaggio indirizzato all’imprenditore Eugenio Guarascio. Resta da comprenderne il linguaggio. I temi d’inchiesta sono almeno due. Il primo conduce ai meccanismi dell’estorsione. Chi indaga valuta la possibilità che l’incendio costituisca una risposta violenta a un rifiuto delle regole imposte dalla criminalità organizzata. Del resto le mazzette rappresentano da sempre un irresistibile albero della cuccagna per coppole e reggipanza che s’ingrassano, soprattutto, con gli appalti.
Esiste poi una seconda chiave di lettura, più defilata ma comunque al vaglio degli investigatori. Guarascio, oltre a essere alla guida di Ecologia Oggi, è presidente del Cosenza Calcio. L’attentato potrebbe essere maturato nell’ambito di tensioni riconducibili all’universo calcistico, forse come gesto isolato di un soggetto estraneo ai circuiti organizzati delle curve. Un’ipotesi che, allo stato, non trova conferme ma che viene verificata insieme alle altre.


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