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“Profonda preoccupazione”: alta tensione Usa-Cina sull’ultimo test missilistico del Dragone

L’ultimo test missilistico effettuato dalla Cina è “fonte di grande preoccupazione per la regione e per il mondo”. Gli Stati Uniti hanno criticato la manovra e “il rapido e opaco riarmo nucleare di Pechino”. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Thomas Pigott, ha spiegato che Washington continuerà a sollecitare il gigante asiatico a impegnarsi in discussioni significative sul controllo degli armamenti, sollecitandolo anche a migliorare la condivisione di informazioni sia in merito ai missili balistici intercontinentali che ai lanci spaziali. Dal canto suo, il ministero degli Esteri cinese ha descritto il test come una “procedura di routine” per l’addestramento militare annuale delle forze armate e ribadito che le operazioni erano conformi al diritto e alla prassi internazionali e che la manovra “non era diretta contro alcun Paese o obiettivo specifico”.

Gli Usa contro il test missilistico cinese

Gli Usa hanno fatto sapere che quello lanciato dalla Cina era un missile balistico intercontinentale disarmato. Pigott ha affermato che gli Stati Uniti hanno monitorato l’intero test e che “in un momento in cui gli Stati Uniti si stanno impegnando più che mai per prevenire la proliferazione nucleare, la Cina sta facendo l’opposto”. “Gli Stati Uniti restano fermi nei loro impegni di difesa nei confronti dei nostri alleati e partner”, ha concluso l’alto funzionario statunitense.

Le informazioni sono ancora frammentate. Pare che il missile, lanciato da un sottomarino a propulsione nucleare, sia atterrato vicino alle Isole Salomone, la nazione del Pacifico meridionale che nel 2022 aveva stretto un accordo di sicurezza segreto con la Cina (accordo attualmente al vaglio del nuovo governo). Altro aspetto curioso: la manovra cinese è arrivata poche ore dopo che l’Australia e le Fiji avevano firmato un’importante accordo di Difesa, impegnandosi a supportarsi a vicenda in caso di attacco nemico.

Per gli esperti ci sono pochi dubbi: un test di questa durata rappresenta uno sviluppo importante e indicherebbe come la Cina si stia muovendo verso una capacità di deterrenza nucleare basata sul mare e con una gittata maggiore rispetto al passato. Il lancio dimostra anche che la Marina del Dragone sarebbe in grado di colpire il territorio continentale degli Stati Uniti da basi vicine alle acque territoriali cinesi.

Il test era “una parte di routine dell’addestramento militare annuale della Cina, in conformità con il diritto e la prassi internazionali, e non era diretto contro alcun Paese o obiettivo specifico”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning. “I Paesi interessati sono stati informati in anticipo e l’operazione è conforme al diritto e alla prassi internazionale. L’attività di lancio si è svolta in modo sicuro, sistematico e professionale dall’inizio alla fine”, ha concluso.

Preoccupazioni e critiche

L’esperto militare Song Zhongping ha dichiarato al tabloid statale cinese Global Times nel test potrebbe essere stato utilizzato un missile balistico lanciato da sottomarino JL-3, presentato ufficialmente per la prima volta durante la parata militare di Pechino del settembre 2025. La sua gittata supererebbe probabilmente i 10.000 chilometri, classificandolo come missile balistico intercontinentale (IBCM), secondo quanto riportato.

Accanto alla preoccupazione degli Stati Uniti troviamo il disappunto dei partner asiatici di Washington. Le Filippine, che si sono scontrate ripetutamente con la Cina per il controllo del territorio nel Mar Cinese Meridionale, hanno condannato il test definendolo una “sconsiderata dimostrazione di potenza militare”. “Questo lancio non ha alcuno scopo pacifico ed è un atto calcolato di scherno e provocazione contro coloro che rifiutano l’espansionismo illegale e la condotta coercitiva della Cina”, ha affermato il Ministero della Difesa di Manila. Penny Wong, ministro degli Esteri dell’Australia, ha aggiunto che il test cinese è stato “destabilizzante per la regione”.

Il Giappone, che ha affermato di essere stato informato in anticipo del lancio, ha invece dichiarato di aver fortemente esortato la Cina a riconsiderare la sua posizione e ha espresso “serie preoccupazioni” per

la crescente attività militare di Pechino. Infine la Russia, alleata della Cina, ha difeso i test missilistici di Pechino definendoli un suo “diritto sovrano” e ha affermato che il Dragone “non minaccia nessuno al mondo”.


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