Umbria

Amanda Knox sul palco con un monologo che spacca la critica e suscita lo sdegno dei Kercher


Il debutto teatrale di Amanda Knox all’Edinburgh Fringe Festival ha acceso un intenso dibattito tra critica, pubblico e familiari della vittima, sollevando questioni profonde sul confine tra narrazione personale, elaborazione del trauma e rispetto per le vittime di crimini violenti.

Con lo spettacolo Cartwheel, Amanda Knox porta in scena per undici giorni al Gilded Balloon Teviot di Edimburgo un monologo che, secondo le prime recensioni, si colloca a metà strada tra il teatro autobiografico e la stand-up comedy. La protagonista ha chiarito che lo spettacolo non contiene battute sull’omicidio di Meredith Kercher, concentrandosi invece sul modo in cui potrebbe raccontare un giorno ai propri figli una vicenda che ha segnato profondamente la sua vita.

“Faccio battute sul modo in cui sono stata demonizzata, ma non scherzo sull’omicidio che resta per me una linea invalicabile”, ha dichiarato Knox in un’intervista al Telegraph, spiegando di voler utilizzare la comicità per affrontare il trauma vissuto e riflettere sulla maternità.

Il termine “Cartwheel” (capriola) richiama uno degli episodi più controversi della narrazione mediatica sul caso. Secondo alcune testimonianze, durante gli interrogatori Knox avrebbe fatto una capriola negli uffici della Questura, un gesto che alimentò l’immagine di una giovane dai comportamenti insoliti e contribuì a condizionare la percezione dell’opinione pubblica. Knox ha sempre smentito l’accaduto, ma il riferimento rimane emblematico del modo in cui i media hanno raccontato la sua storia.

Le prime recensioni hanno registrato un quadro variegato. Il Guardian ha assegnato quattro stelle, apprezzando lo spirito di sfida e il tentativo di Knox di riappropriarsi della propria storia. Più severi il Times e il Daily Telegraph, che hanno attribuito due stelle, contestando soprattutto la componente comica. Il Times ha definito lo spettacolo sincero ma rigido, sostenendo che Knox avrebbe avuto bisogno di una regia più solida, mentre il Daily Telegraph ha criticato la recitazione e l’assenza di un vero senso del ritmo comico.

Broadway World ha sottolineato che il problema non riguarda tanto i contenuti quanto il modo in cui vengono presentati, concludendo che il materiale, pur non risultando offensivo o inappropriato, sarebbe “semplicemente non molto divertente”. La critica sembra concordare almeno su un punto: Cartwheel è soprattutto il tentativo di Knox di raccontare la propria esperienza e interrogarsi sulle conseguenze del trauma, più che uno spettacolo di stand-up nel senso tradizionale del termine.

La scelta di trasformare una vicenda così dolorosa in uno spettacolo ha suscitato la ferma reazione della famiglia di Meredith Kercher. Stephanie Kercher, sorella della vittima, ha dichiarato alla BBC di temere che Cartwheel possa contribuire a “normalizzare e banalizzare” la violenza contro le donne e, in particolare, quella subita da Meredith.

“Pensi alla nostra famiglia, e provi a rovesciare la situazione: se fosse successo a sua sorella… Il nostro dolore è immenso. Non posso spiegarvi quanto abbiamo sofferto, e ne parliamo ancora dopo due decenni”, ha affermato Stephanie, sottolineando che il problema non è la comicità in sé, ma il fatto che lo spettacolo venga costruito su una persona reale, sua sorella, morta tragicamente.

L’avvocato della famiglia Kercher, Francesco Maresca, ha definito l’iniziativa “offensiva e deplorevole”, mentre una petizione promossa da un amico della studentessa britannica ha raccolto migliaia di firme, chiedendo la cancellazione dello spettacolo.

Anche Raffaele Sollecito, assolto con Knox dopo un lungo iter giudiziario, ha espresso le sue perplessità. In un’intervista all’ANSA, ha dichiarato: “Non l’ho visto e quindi non posso esprimere un giudizio sul suo contenuto. Posso però dire che, per come è stato presentato e promosso, mi lascia perplesso che una tragedia venga utilizzata come elemento di richiamo per uno spettacolo comico”. Sollecito ha aggiunto di non condividere questo approccio, pur riconoscendo che “non esiste una ricetta giusta o sbagliata per affrontare un trauma: ognuno trova il proprio percorso”.

Nonostante le richieste di cancellazione, gli organizzatori del Fringe Festival hanno ribadito il loro impegno a ospitare il maggior numero possibile di voci diverse, nel rispetto della legge e della libertà di espressione. I biglietti per lo spettacolo risultano esauriti da tempo.

A distanza di anni dall’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel novembre 2007, la vicenda giudiziaria che ha visto Knox e Sollecito prima condannati, poi assolti in appello, nuovamente condannati e infine assolti definitivamente dalla Cassazione nel 2015, continua a suscitare reazioni opposte. L’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, in concorso, è stato Rudy Guede.

Knox, che negli anni ha scritto due libri autobiografici e partecipato come produttrice esecutiva a un dramma biografico sulla sua vicenda, ha sempre insistito di essere stata anch’essa una vittima di questa storia. In un’intervista al Times ha dichiarato che lei e Kercher subirono forme diverse della stessa violenza, quella contro le donne.


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