Alice Di Vita nomina Facciolla. L’avvocato: “Certo della sua estraneità, per un piano del genere servono doti fuori dall’ordinario” | isNews
A pochi giorni dall’accertamento che sarà effettuato sul telefono della diciottenne, sorella di Sara Di Vita e figlia di Antonella Di Ielsi, le due donne morte per intossicazione acuta da ricina, come hanno confermato le analisi dell’Istituto antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia. Nei prossimi giorni nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, Alice Di Vita ha nominato un nuovo legale, dopo la remissione del mandato dei precedenti difensori, affidandosi a Vittorino Facciolla, già avvocato del padre Gianni Di Vita.
La nomina del nuovo avvocato arriva a pochi giorni dall’accertamento sul telefono cellulare della 18enne, sorella e figlia di Sara Di Vita, 15 anni e di Antonella Di Ielsi, le due donne morte per “intossicazione acuta da ricina”, come ha confermato la Procura di Larino, dopo aver ricevuto l’esito delle analisi svolte dall’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia.
Martedì 28 aprile, nella sede della Polizia giudiziaria della Procura, sul telefono sequestrato il giorno 13 aprile, sarà effettuata la copia forense delle chat che la ragazza ha tenuto con la madre, la sorella e il padre, durante gli accessi delle due donne al pronto soccorso dell’ospedale ‘Cardarelli’, nelle drammatiche ore che hanno preceduto i decessi delle due donne, per riscontrare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo.
Gli esperti dovranno anche estrapolare le conversazioni avvenute via mail, la ricostruzione della cronologia del traffico telefonico, rilevazioni sulla localizzazione del dispositivo e dettagli sulla navigazione internet, a far data dal 1 dicembre 2025, con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. Ma anche eventuali note presenti sul portatile sui pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre.
Sul dispositivo, secondo quanto riferito dalla difesa, sarebbero presenti annotazioni relative ai giorni tra il 24 e il 25 dicembre, precedenti al ricovero della madre e della sorella. “Si tratta di un’operazione assolutamente normale – le dichiarazioni dell’avvocato Facciolla a LaPresse – Cristallizzare i ricordi in un momento in cui era già nota l’esistenza di un’indagine su una presunta tossinfezione alimentare è il segno che la ragazza stava cercando di contribuire all’accertamento della verità, dopo una tragedia apparentemente inspiegabile”.
Il legale ribadisce la posizione: “Sono certo della totale estraneità di Alice Di Vita. Per immaginare un piano del genere servirebbero capacità fuori dall’ordinario”. Facciolla, è intanto emerso, lavorerà in raccordo con l’avvocata Gina Capuano, nuova legale del padre di Antonella Di Ielsi.
La prossima settimana potrebbe rivelarsi importante per le indagini della Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio premeditato, ancora contro ignoti. Il 29 aprile a Bari, si svolgerà un altro accertamento irripetibile, l’esame dei vetrini sugli organi delle due vittime, che sarà condotto da Benedetta Pia De Luca, il medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di mamma e figlia. L’esame e la relazione finale sull’autopsia, attesa a breve, dovrà tener conto dei risultati del ‘Maugeri’ sull’avvelenamento da ricina, “noti in letteratura scientifica, su organi e tessuti”, come ha chiarito la procuratrice di Larino Elvira Antonelli.
All’accertamento di Bari parteciperanno anche i legali dei cinque medici indagati nella prima fase per omicidio colposo. “L’inchiesta a carico dei medici andrebbe archiviata – ha intanto dichiarato uno dei legali, Domenico Fiorda – L’esposizione acuta alla ricina non lascia più dubbi sulla causa della morte e, non essendoci un antidoto, i medici non hanno alcuna responsabilità, in quanto nulla potevano accertare e nulla potevano fare per contrastare l’intossicazione”.
Conclusa la fase degli accertamenti tecnico-scientifici, si apprende da fonti investigative, è previsto un nuovo sopralluogo nella casa dei Di Vita di Pietracatella, con l’impiego di personale specializzato e di strumenti avanzati, per approfondire la ricerca di eventuali tracce della sostanza tossica.
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