Trentino Alto Adige/Suedtirol

Alberi abbattuti e sentiero deviato per ampliare la cava


CALDARO. Ambientalisti all’attacco per gli alberi abbattuti e il sentiero deviato, a Caldaro, per l’annunciato ampliamento della cava di ghiaia Ziegelstadel.

La dura presa di posizione è firmata da Hanspeter Staffler del Dachverband e rilanciata dall’associazione caldarese “Unser Wald – Il nostro bosco”, guidata da Anna Maria Ramoser.

A supportare le critiche ci sono anche una serie di immagini che testimoniano la scarsa attenzione dimostrata in questa fase preliminare dei lavori.

«L’ampliamento della cava di ghiaia a Caldaro è stato approvato nonostante le numerose perplessità e sebbene il Dachverband, nella sua presa di posizione, abbia chiaramente evidenziato carenze formali e sostanziali nello studio preliminare ambientale presentato.

Una gestione responsabile del nostro bosco dovrebbe essere ben diversa».

Con la delibera del 29 aprile 2025 la giunta comunale di Caldaro ha autorizzato la ditta Pertoll a proseguire l’estrazione di ghiaia nella cava Ziegelstadel per altri 10 anni.

Dallo studio preliminare pubblicato risulta che il Comune di Caldaro ha acconsentito a destinare il 51% del canone di estrazione alla compensazione dei danni causati dall’intervento nel nostro bosco.

In questo modo, le conseguenze della massimizzazione del profitto privato vengono scaricate sulla collettività: i profitti vengono privatizzati, i danni socializzati.

Il danno non si limita all’area della cava. Per rendere possibile l’ampliamento, il sentiero del Prazoll è stato spostato dal gestore con metodi brutali, senza alcun riguardo per la natura, il paesaggio o le numerose persone che utilizzano questo itinerario.

Con lavori di scavo e il taglio di alberi di valore è stata creata una nuova traccia, estremamente ripida e…

Ignorata la promessa di coinvolgere AVS 

La promessa di coinvolgere il responsabile dei sentieri dell’Avs nella nuova progettazione – continuano gli ambientalisti – «non è stata mantenuta dall’amministrazione comunale e il risultato è di conseguenza disastroso.

Alla luce dei cambiamenti climatici ormai tangibili, è incomprensibile che si continui a tagliare alberi con tanta leggerezza.

Si pone la questione della proporzionalità dell’intervento e delle competenze degli attori coinvolti: la ditta Pertoll, il Comune di Caldaro e i beneficiari.

Rimane inoltre da capire secondo quale piano si sia effettivamente deciso di operare.

Il nostro bosco, in passato – sia presso il vecchio che presso il nuovo accesso – ha svolto importanti funzioni di protezione, trattenendo fango argilloso e ghiaia.

Con i recenti disboscamenti sopra la cava e lungo il sentiero, un’ulteriore parte di questa funzione protettiva è stata distrutta.

Aspetti ecologici ed economici possono certamente essere armonizzati, se si perseguono soluzioni realmente sostenibili.

È quindi ancora più deplorevole che le chiare perplessità espresse dal Dachverband il 12 gennaio e la sua richiesta di una valutazione d’impatto ambientale (Via) siano state ignorate.

Mancano la valutazione del valore naturalistico-ecologico, l’esame delle alternative, l’inquadramento nel contesto locale e vere misure compensative».

MAX.BO.


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