al sit-in dei “salvatori del verde” risponde una petizione dei residenti che chiede di finire i lavori

Il cantiere per la riqualificazione di Largo Madonna Alta e via Cotani è stato bloccato nella mattina di oggi, 17 agosto, da una protesta. Un gruppo di cittadini, guidato dal comitato ambientalista Ginkgo Biloba, ha tenuto un sit-in per impedire l’abbattimento di 14 pini domestici previsto dal progetto. Mentre alcuni difendono gli alberi a tutti i costi, però, un’altra parte del quartiere, stanca di marciapiedi dissestati e buche, si è mobilitata con una petizione per chiedere che i lavori vengano portati a termine.
I manifestanti, presenti fin dalle prime ore dell’alba, contestano la decisione del Comune di abbattere le piante, che giudicano un’azione “avventata” e non sufficientemente motivata da una perizia tecnica approfondita. Alvaro Lanfaloni, referente del comitato Ginkgo Biloba, ha più volte chiesto soluzioni alternative al taglio, come tecniche per intervenire sulle radici senza rimuovere gli alberi.
A fronte di questa mobilitazione, però, si è levata la voce di chi nel quartiere vive le conseguenze del degrado quotidiano. Una petizione promossa da cittadini residenti sta raccogliendo firme a favore della prosecuzione dei lavori. I firmatari, nel testo della petizione, sottolineano che da anni l’area è costellata di “strade dissestate, buche e marciapiedi deformati dalle radici”, con seri problemi di sicurezza e accessibilità per anziani, disabili e famiglie con passeggini. L’area è talmente compromessa che alcune zone sono state transennate per motivi di sicurezza, riducendo anche gli stalli di sosta.
“Questa mattina dovevano iniziare gli abbattimenti degli alberi pericolanti, naturalmente un gruppo della difesa degli alberi di non residenti ha fatto sì che l’abbattimento non vi è stato” raccontano i residenti, parlando di una situazione “allucinante” e chiedendosi perché i manifestanti non siano stati denunciati per interruzione di pubblico servizio.
La petizione dei residenti, disponibile online, chiede al Comune di Perugia di proseguire l’intervento programmato, comunicare un nuovo calendario dei lavori e garantire la sicurezza durante il cantiere. I firmatari riconoscono il diritto di manifestare, ma rivendicano il diritto alla sicurezza e alla vivibilità del proprio quartiere.
Source link




