Friuli Venezia Giulia

SuperEnalotto da 15mila euro a Monfalcone: ma come funziona il gioco?

TRIESTE.news

18 agosto 2026 – ore 07:00 – Una schedina del SuperEnalotto che vale 15.363,47 euro: questa è la cifra vinta da un fortunato – o una fortunata – cliente di “I Tabacchi Futura” di Monfalcone il 14 agosto. Chi ha giocato quella schedina ha avuto una probabilità su 1.250.230 di indovinare cinque dei sei numeri estratti. In termini di percentuali, stiamo parlando di circa 0,00008 per cento. I dati però, basati sui calcoli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si riferiscono ad ogni singola combinazione giocata: ogni combinazione di sei numeri ha le stesse probabilità di uscire. Se in tutta Italia vengono acquistate migliaia di combinazioni per lo stesso gioco, aumenta la probabilità che almeno una di esse realizzi un cinque. Ma le sestine vincenti non vengono semplicemente generate da un algoritmo. Come riporta Sisal, per scegliere i numeri vengono utilizzate delle macchine estrattrici a mescolamento pneumatico: un flusso d’aria ad alta pressione mescola le palline e determina materialmente l’estrazione. Solo in un secondo momento un sistema informatico registra e verifica i dati.

Sempre sul sito ufficiale vengono pubblicate le statistiche dei numeri più frequenti e dei ritardatari. Si tratta però di informazioni che non hanno un valore matematicamente rilevante: la probabilità dell’estrazione di un numero non dipende dalle volte in cui è o non è uscito. Si deve quindi riconoscere che il gioco si basa solo sulla fortuna, e che la matematica ci può aiutare solo nel calcolo della probabilità. Infatti, è molto più difficile vincere il SuperEnalotto con una sestina, cioè una combinazione di 6 numeri scelti tra 90, perché la probabilità di indovinare tutti e sei i numeri è di 1 su 622.614.630. Indovinare un solo numero, invece, non permette di ottenere una vincita. La categoria minima di vincita richiede di indovinare esattamente due dei sei numeri estratti, con una probabilità di 1 su 22 per ogni combinazione giocata.

Non avendo a disposizione i dettagli della schedina vincente dello scorso 14 agosto, possiamo solo ipotizzare il modo con cui sono stati scelti i numeri. Potrebbe aver giocato una sola sestina con numeri scelti personalmente o generata casualmente dal terminale; oppure potrebbe aver giocato dieci combinazioni diverse. In quest’ultimo caso, la probabilità di ottenere almeno un cinque sarebbe stata circa dieci volte più alta rispetto a quella di una singola combinazione. Più in generale, aumentando il numero di combinazioni giocate aumenta anche la probabilità complessiva di ottenere almeno una vincita, anche se ogni singola combinazione mantiene sempre la stessa probabilità.

Il 16 febbraio 2026 è stata resa nota un’altra vincita, sempre a Monfalcone, sempre un “5” – questa volta da 71.928,31 euro, relativa al concorso del 13 febbraio. Anche in questo caso però non possiamo dire che i giocatori del SuperEnalotto di Monfalcone abbiano dimostrato l’esistenza di un algoritmo, o che il Comune sia una zona vincente: il numero di vincite osservate in una determinata città dipende anche da quante combinazioni vengono complessivamente giocate, oltre che dalla casualità degli esiti.

E per quanto riguarda la somma vinta? Perché ogni volta cambia? Nel SuperEnalotto, il montepremi destinato ai giocatori è pari al 60 per cento della raccolta complessiva del concorso. Di questa cifra, alle combinazioni vincenti di cinque numeri su sei è destinato il 4,2 per cento. Questa somma a sua volta viene divisa tra tutte le combinazioni che hanno indovinato cinque numeri estratti. Di conseguenza, l’importo della singola vincita può cambiare da un concorso all’altro anche in base alla raccolta complessiva e al numero di combinazioni che hanno realizzato il “5”.

Articolo di Aurora Cauter

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