Vandalizzata la scuola di Cantalupo, la sindaca Falsacappa: “Non ci arrenderemo”

Furto o atto vandalico ai danni della scuola di Cantalupo: razziati gli impianti elettrici e idrici.
L’episodio, avvenuto nella notte, ha dell’incredibile per la sua esecuzione “chirurgica”. Secondo le prime ricostruzioni, i malintenzionati sono riusciti ad agire senza lasciare segni di scasso, come se conoscessero perfettamente la struttura. Si sono diretti dritti al loro obiettivo, asportando e tagliando sistematicamente interruttori magnetotermici, salvavita dei quadri elettrici, placche e interruttori delle aule. Non è bastato: hanno manomesso perfino il quadro centrale idrico situato nel seminterrato, un atto che sa di sabotaggio più che di furto.
“Siamo esterrefatti da tanta e tale delinquenza – ha dichiarato la sindaca Annarita Falsacappa in una nota ufficiale – Questa scuola, che avremmo dovuto inaugurare il 13 settembre, rappresenta il frutto di un impegno collettivo enorme”.
Il riferimento è ai lunghi mesi di lavoro che hanno preceduto il fatidico taglio del nastro. Un impegno che ha visto in prima linea gli uffici comunali, i tecnici che hanno progettato l’intervento, la ditta che ha eseguito con cura ogni lavorazione e i tanti operai che si sono alternati in cantiere. Dietro ogni interruttore tagliato, oggi, c’è la fatica di chi ha seguito ogni sviluppo, ogni intoppo, ogni problema, trovando a fatica le soluzioni per restituire alla città un luogo di formazione sicuro e moderno.
Per l’amministrazione comunale, la possibilità di riaprire nei termini stabiliti non era solo una questione burocratica, ma “la giusta soddisfazione per l’impegno profuso”. Un traguardo che oggi si trasforma in amarezza.
“Oggi constatiamo, disarmati, la sconfitta di fronte a circostanze imprevedibili”, prosegue la prima cittadina, “perché questi gesti sono contro la logica della convivenza umana e del rispetto per il lavoro altrui”.
La sindaca lancia un messaggio di fermezza e speranza: “Di certo non ci arrenderemo e faremo il possibile per contrastare con armi diverse la bassezza di tali mezzi”. Quali sono queste armi? La risposta è chiara: la riapertura della scuola stessa. “Offrendo un luogo piacevole per l’apprendimento, consapevoli del fatto che l’istruzione e la cultura siano gli strumenti più efficaci contro la delinquenza, la mancanza di rispetto, il sopruso e la strafottenza”.
L’appello finale è un monito che risuona forte nelle orecchie di chi ha compiuto il gesto: “Di certo rubare non paga, rubare in una scuola, ancora meno!”.
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