Al Mauriziano prelevati cuore, polmoni, fegato e reni da un donatore colto da malore in strada

Prelievo multiorgano nei giorni scorsi all’ospedale Mauriziano di Torino, dove sono stati donati cuore, polmoni, fegato e reni, destinati ai centri trapianto di Siena (cuore), Bologna (polmoni) e Torino (fegato e reni).
Il donatore era stato soccorso per arresto cardiaco in strada e ricoverato in rianimazione con grave sofferenza cerebrale. In assenza di una dichiarazione scritta di volontà, il consenso alla donazione è stato espresso dai famigliari che hanno testimoniato la volontà di donare del paziente deceduto.
Il prelievo ha coinvolto un’équipe multidisciplinare e diversi servizi ospedalieri, secondo le procedure previste dalla rete trapiantologica. Un’organizzazione complessa e altamente coordinata, guidata dal Coordinamento ospedaliero per le donazioni, con il contributo della Direzione sanitaria, del pronto soccorso, dei radiologi, dei medici di laboratorio e degli infermieri esperti in procurement. Il coordinamento è affidato a Paola Garrino, anestesista e coordinatore ospedaliero per il procurement di organi, tessuti e cellule. Il caso, sottolinea l’ospedale, richiama “l’importanza di esprimere in vita la propria volontà alla donazione, anche attraverso la carta d’identità, per evitare ai familiari decisioni in condizioni di particolare difficoltà”.
“La donazione – sottolinea la direttrice generale Franca Dall’Occo – è un indicatore di qualità del sistema sanitario e di fiducia dei cittadini. Tutti siamo chiamati a esprimere la nostra volontà sulla donazione, ma è importante ricordare che ciascuno di noi, nel corso della vita, potrebbe aver bisogno di un trapianto. La medicina dei trapianti rappresenta oggi un’opportunità concreta di cura per chi soffre di insufficienza d’organo: riguarda tutti noi, come potenziali donatori ma anche come possibili riceventi”. Nei primi mesi del 2026 al Mauriziano si sono registrate 17 donazioni di cornee e una donazione multiorgano.
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