“Alla festa della rivoluzione”, il nuovo film girato tra Trieste e Udine
17 aprile 2026 – ore 18:30 – Le vie di Trieste e Udine tornano sul grande schermo, facendoci fare un salto di oltre cento anni. Seduti in sala per vedere “Alla festa della rivoluzione”, la prima scena che vedremo è una veduta su Ponterosso, l’anno è il 1919 e c’è un clima di festa. Trieste non rappresenta più sé stessa, ma Fiume, la città che, nel settembre di quell’anno, è stata conquistata dal poeta-guerriero Gabriele D’Annunzio. La città ideale, esempio concreto di rivoluzione per il mondo intero, è stata ritrovata dal regista Arnaldo Catinari tra le strade, appunto, di Trieste e di Udine. Il cuore principale è stata la città friulana, tra Piazza Libertà, Palazzo D’Aronco, Piazza XX Settembre… di Trieste vediamo il Palazzo Carciotti e gli interni dell’hotel DoubleTree by Hilton.
Dal 16 aprile il film è disponibile in tutte le sale, e ieri è stato proiettato per la prima volta a Trieste al Cinema Nazionale. 220 le persone in sala, tra cui tanti giovani e giovanissimi, in parte interessati al film e alla sua storia, in parte interessati dagli attori e al regista presenti in sala. Infatti, prima della proiezione gli attori protagonisti – Valentina Romani, Nicolas Maupas, ragazzo famoso per “Mare Fuori”, Maurizio Lombardi, qui nei panni di D’Annunzio, e forse il più acclamato Riccardo Scamarcio – hanno parlato della loro esperienza, e del messaggio che il film vuole lasciare.
Catinari si conferma entusiasta per aver lavorato in Friuli Venezia Giulia, nei luoghi che “ha avuto la fortuna di riconoscere come la casa del film e gli interpreti perfetti per Fiume – dice – Il film non cerca una risposta netta, un sì o un no, ma si muove su un altro piano. Racconta un poeta che occupa una città e scrive una Costituzione tra le più democratiche, anche rispetto a quelle odierne”.
Anche Scamarcio parla del potere espressivo e simbolico del film: “Non è casuale che un progetto come questo nasca oggi: forse è un processo inconscio, ma colpisce presentare, in questo contesto storico, un film che racconta una rivoluzione fallita, ma attraversata da un’energia straordinaria”. Scamarcio in “Alla festa della rivoluzione” veste i panni di Pietro Brandi, capo dell’Ufficio Affari Riservati, che tra il motto “O Fiume, o morte”, si scontra con i nemici della rivoluzione: una spia russa, Beatrice Superbi (di Romani), e il medico anarchico Giulio Leone, interpretato da Maupas.
Il D’Annunzio di Catinari è stato costruito per essere un guerriero, un poeta e un politico: “la storia richiedeva un D’Annunzio comandante, più che poeta o politico – spiega Lombardi – un leader capace di ispirare le folle. Siamo partiti da questa esigenza narrativa e ci siamo concentrati su una figura carismatica, epica, in grado di trascinare”.
“Alla festa della rivoluzione” è una produzione di Italian International Film e Rai Cinema. È stato realizzato con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission ed è distribuito da 01 Distribution.
Articolo di Aurora Cauter




