Pirelli, la conferma delle stime per il 2026 piace alla Borsa: “Nel Golfo esposizione limitata”
ROMA – Il cda di Pirelli ha approvato giovedì 16 aprile il bilancio 2025, confermando la guidance nonostante il conflitto nel Golfo. Nonostante “l’evoluzione della crisi in Medio Oriente” rimanga “incerta in termini di durata e potenziali impatti”, il gruppo ha “una esposizione limitata” nell’area, pari a circa l’1% dei ricavi. I numeri hanno convinto la Borsa e nella seduta di venerdì il titolo è andato sopra la parità, per poi crescere del 3% con la riapertura dello stretto di Hormuz.
Il bilancio e il cda diviso
Il voto dei consiglieri ha fatto nuovamente emergere la spaccatura all’interna del board, con il golden power esercitato dal governo contro il socio cinese Sinchem per superare i veti statunitensi. A favore del bilancio si sono espressi 9 su 14 consiglieri, mentre hanno votato contro i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, motivando il loro dissenso unicamente in ragione della dichiarazione di avvenuta cessazione del controllo di Sinochem su Pirelli, in continuità con quanto già riportato dal bilancio 2024. Si sono astenute Fan Xiaohua e Tang Grace.


Il cda ha approvato oggi i risultati della capogruppo, che nel 2025 ha registrato un utile netto di 285,2 milioni di euro (302 milioni di euro nel 2024). Come già anticipato, il cda – in linea con la politica dei dividendi dell’anno precedente, pari al 50% circa dell’utile netto consolidato – proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo per azione pari a 0,24 euro per complessivi circa 260 milioni di euro, più altri 10 centesimi ad azione “alla luce dei positivi risultati e della riduzione della leva finanziaria”.
Risposta alla crisi in M.O.
Per limitare gli effetti della crisi in Medio Oriente a livello di gruppo, Pirelli ha comunicato di aver “già attivato un piano di mitigazione che prevede: aumento dei prezzi; contenimento dei costi ulteriore rispetto al piano di efficienze in essere; revisione dei flussi logistici e temporaneo aumento delle scorte di sicurezza di materie prime critiche per garantire la continuità della produzione; attenta gestione del capitale circolante”. Tenuto conto “di tali azioni e alla luce della volatilità dei costi produttivi e delle materie prime”, che si prevede possano progressivamente normalizzarsi nel secondo semestre, Pirelli “conferma i target 2026 comunicati al mercato lo scorso 25 febbraio, con l’Ebit Adjusted atteso nella parte bassa della guidance”.
Pirelli prevede ricavi compresi tra 6,7-6,9 miliardi di euro, con una crescita organica compresa fra +3% e +4% con volumi in crescita +1%/+2% ed Ebit adjusted pari a 16%, in leggero miglioramento rispetto al 2025. La generazione di cassa netta ante dividendi è vista a 500 milioni di euro, nonostante le maggiori imposte dovute al venir meno di benefici fiscali in Italia e gli investimenti stimati sono pari a 450 milioni di euro (circa il 6,5% dei ricavi). La posizione finanziaria netta è prevista a circa 1,2 miliardi di euro (rispetto a -1,1 miliardi del 2025)
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