Al convitto G.B. Vico di Chieti la mostra documentaria “1938 – 1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione”

Mercoledì 27 maggio si apre al pubblico, alle ore 17,30, negli spazi del convitto nazionale “G. B. Vico” di Chieti, la mostra documentaria “1938 – 1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione”, esposizione organizzata dall’Archivio di Stato di Chieti, a cura di Mariachiara Arbolino.
Ospitata all’interno del suggestivo loggiato del Convitto, con il patrocinio del Comune di Chieti e la collaborazione del Club per l’Unesco di Chieti, la mostra ripercorre dieci anni della storia d’Italia, dalla promulgazione delle leggi razziali fino alla proclamazione della Repubblica italiana il 2 giugno 1946. La narrazione, composta da 16 pannelli, e supportata dalla straordinaria documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Chieti, ripercorre gli avvenimenti più rilevanti dal punto di vista storico, sociale e politico che hanno condotto al lavoro dei padri e delle madri costituenti con un focus speciale su Chieti e la sua provincia. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’Assemblea costituente, del referendum e del primo voto alle donne.
Il progetto si sviluppa anche come esperimento/ riflessione sul tema, già noto nell’arte contemporanea, del riallestimento di esposizioni del passato. La mostra infatti era stata già presentata presso la Camera di commercio di Chieti a cura di Miria Ciarma ed è stata in parte ricostruita a partire da immagini d’archivio risalenti al 2008.
L’esposizione odierna, tuttavia, non costituisce semplicemente una ricostruzione storica dell’evento passato, ma si propone come un nuovo e vitale progetto espositivo, ripresentato con un nuovo linguaggio e una nuova identità. Alla base vi è l’idea che l’identico non esiste, come nei temi della differenza e della ripetizione di Gilles Deleuze, in cui il filosofo francese afferma che la ripetizione è un’unica reiterazione astratta che incessantemente torna su sé stessa per affermare il differente come tale. Ciò che si ripete quindi non è mai identico. La stessa mostra, a distanza di diciotto anni e rivista nel presente, assume connotati differenti, attingendo a una dimensione “altra” rispetto a quella originaria. Ri-esporrre diventa quindi un’occasione di dialogo con la memoria, con l’identità propria e collettiva e quello che viene ri-esposto si confronta inevitabilmente con nuove domande in cui convergono diverse istanze e sensibilità, che devono essere messe in dialogo. Un percorso che non offre risposte, ma apre una possibilità: quella di riattraversare la Storia e trasformarla in consapevolezza.
Il pomeriggio sarà aperto dai saluti istituzionali del rettore e dirigente scolastico, dott.ssa Paola Di Renzo, del Soprintendente archivistico e bibliografico dell’Abruzzo e del Molise, dott. Vincenzo Mario Lombardi, e della direttrice dell’Archivio di Stato di Chieti, dott.ssa Stefania Di Primio. A seguire una breve sessione di interventi darà spazio ai contributi di alcuni collaboratori al progetto espositivo.
L’evento è inserito nella programmazione del Maggio Teatino 2026.
La mostra è visitabile, con ingresso libero, nel convitto nazionale G. B. Vicon in corso Marrucino 135, a Chieti, da mercoledì 27 maggio a lunedì 31 agosto, con i seguenti orari: a maggio e giugno, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19; a luglio e agosto, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
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