Sardegna

A Milis temono di perdere gli ambulatori Ascot e di Guardia medica: la sindaca lancia l’allarme

Milis

La prima cittadina Monica Ortu ha scritto a Regione, Provincia, Prefettura e Asl 5 di Oristano 

Un solo turno all’Ascot con 800 cittadini senza medico, trasferimento della Guardia medica in vista e la paura che anche gli ultimi servizi di assistenza  possano chiudere. È l’allarme lanciato dalla sindaca di Milis Monica Ortu, che nei giorni corsi ha scritto a Regione Sardegna, Prefettura di Oristano, Provincia e alla Asl 5 per denunciare le criticità vissute dai pazienti nel territorio.

Le lettere inviate sono  due: la prima era indirizzata a tutte le istituzioni l’11 maggio scorso, mentre la seconda – del 22 maggio – sollecita l’Azienda sanitaria a intervenire per risolvere le carenze mediche nel paese.

Diversi i punti sotto le lente d’ingrandimento della sindaca: si parte dal solo turno disponibile all’Ascot di Milis. “Il problema più volte sollecitato è rimasto privo di reale riscontro da parte della Asl di Oristano, e persiste nel creare forti disagi nei cittadini costretti ad affrontare lunghi tempi di attesa per usufruire delle prestazioni sanitarie necessarie, situazione che penalizza soprattutto anziani, lavoratori e persone fragili”, si legge nella nota della prima cittadina. “In particolare, la carenza era stata già segnalata all’azienda sanitaria con nota del 5 marzo 2024, poiché una sola apertura settimanale non era sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 1420 abitanti di cui quasi 800 privi di medico di medicina generale. Era stato quindi richiesto l’incremento dell’orario ambulatoriale Ascot”.

Una criticità segnalata ancora nel 2025. “Nonostante i diversi solleciti e gli accessi presso gli uffici della Asl di Oristano, ad oggi la situazione risulta nientemeno peggiorata posto che, a differenza dei comuni limitrofi, dove il medico Ascot è presente fino a quattro turni settimanali, il comune di Milis, disponeva fino al 6 maggio di un solo turno alla settimana”, ha proseguito la sindaca nella nota dell’11 maggio. “E ciò nonostante la benevolenza del medico Ascot presente, il quale da subito ha comunicato all’azienda sanitaria la propria disponibilità a garantire più turni settimanali, e tuttavia rimasta anch’essa priva di concreta attuazione”.

E nel paese si teme anche per il trasferimento della Guardia medica. “Il servizio di Guardia medica rappresenta da anni un presidio sanitario storico e fondamentale per la comunità locale, garantendo assistenza e continuità territoriale in favore della popolazione e, in particolare delle persone anziane e fragili”, ha scritto la sindaca  Ortu alla Asl 5 il 22 maggio scorso. “La sua localizzazione nel Comune di Milis era stata individuata proprio in considerazione della posizione centrale del paese rispetto al territorio servito, elemento che ha consentito negli anni una più efficace e tempestiva risposta ai bisogni sanitari della popolazione milese e dei comuni di Bauladu e Tramatza. Tale servizio è attualmente ospitato gratuitamente nei locali della RSA, circostanza che rende ancor meno comprensibile l’ipotesi di trasferimento in altra sede. Come ampiamente argomentato in occasione dell’incontro del 12 maggio scorso, l’eventuale spostamento determinerebbe inevitabili disagi per i cittadini e un impoverimento dei servizi presenti sul territorio, andando in direzione opposta rispetto alle esigenze di tutela sanitaria e di prossimità assistenziale più volte richiamate anche a livello istituzionale”.

“La soppressione del servizio causerebbe ulteriori gravi disagi alla popolazione, costretta a rivolgersi a presidi sanitari distanti, con inevitabili difficoltà soprattutto per anziani, persone fragili, cittadini privi di mezzi di trasporto e famiglie con minori”, ha sottolineato Ortu nella sua missiva. “La mancanza di un presidio sanitario territoriale nelle ore serali, notturne e festive rappresenta un serio indebolimento del diritto all’assistenza sanitaria e determina, oltretutto, un maggiore ed improprio ricorso al pronto soccorso ospedaliero già fortemente congestionato. Pertanto, si ritiene inaccettabile una chiusura del servizio, oltretutto arbitraria e senza adeguate informazione a tutela della cittadinanza”.

E su Milis e gli altri centri incomberebbe un’altra minaccia: l’apertura di una Casa di comunità a Tramatza. Secondo quanto riportato dalla prima cittadina, non sarebbe infatti chiaro se l’avvio del nuovo servizio possa in effetti portare alla chiusura degli Ascot nei centri limitrofi.

“L’assistenza sanitaria rischia di essere fortemente indebolita anche dalla chiusura degli ambulatori Ascot presenti nel territorio che, si presume verranno trasferiti presso la Casa di Comunità di prossima apertura nel comune di Tramatza, su cui permane forte preoccupazione in relazione sia alla gestione e sia alle modalità di apertura”, ha sottolineato Ortu nella nota inviata alla Asl 5. “Infatti, sul potenziamento dei servizi sanitari territoriali, che la Casa di comunità dovrebbe garantire, ad oggi permangono numerose criticità per la mancanza di informazione sui tempi di effettiva apertura e piena operatività della struttura, l’insufficienza dei servizi sanitari concretamente attivati, la carenza di personale medico e infermieristico, l’assenza di adeguata informazione alla popolazione, con il rischio che la struttura risulti insufficiente rispetto ai bisogni reali del territorio”.

“La cittadinanza necessita di servizi sanitari efficienti, accessibili e realmente funzionanti, soprattutto in un contesto come quello attuale, caratterizzato dalla progressiva riduzione dei presidi territoriali”, ha concluso la prima cittadina di Milis. “Alla luce di questa emergenza, si chiede alla Asl 5 un’urgente implementazione del personale medico disponibile e degli orari di servizio presso l’ambulatorio Ascot di Milis, l’attivazione di almeno un turno pomeridiano aggiuntivo, così da garantire una migliore copertura sanitaria e un accesso più equo alle cure. Chiediamo inoltre un incontro pubblico con cittadini e amministratori per illustrare lo stato del progetto della casa di comunità al fine di raccogliere le esigenze del territorio”.

Lunedì, 25 maggio 2026

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