Marche

A Fano l’Uomo Vitruviano. Il celebre disegno di Leonardo arriverà in città quest’estate per essere esposto al pubblico

Celebrerà il legame di Vitruvio con Fano. Di più, consacrerà quanto l’antica Colonia Iulia Fanestris, con la memoria di pietra della mitica basilica civile che sta affiorando in piazza Costa, costituisca il cuore della civiltà occidentale per il rapporto tra natura e cultura, nel dialogo virtuoso tra Lisippo, Vitruvio e Leonardo. L’Uomo Vitruviano, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci custodito a Venezia, verrà esposto questa estate a Fano, come annunciato dal ministro della cultura Alessandro Giuli al termine della visita agli scavi della basilica progettata da Marco Vitruvio Pollione nel I secolo avanti Cristo, archetipo dell’architettura classica: l’unico edificio di cui l’architetto romano afferma di aver seguito direttamente la realizzazione.

Il disegno

Il disegno a penna e inchiostro su carta di Leonardo, che inscrive il corpo umano “misura di tutte le cose” e “specchio dell’universo” in un cerchio e in un quadrato, fu realizzato nel 1490 sulla base delle misure dell’homo bene figuratus riportate da Vitruvio nel trattato De architectura (in cui è descritta con precisione la basilica) come riferimento delle proporzioni a cui l’architettura deve ispirarsi, fondate sull’opera dei maestri della statuaria greca Mirone, Policleto e Lisippo. «La novità, che sono contento di annunciare al fianco del sindaco e del presidente della Regione Marche – ha affermato ieri il ministro Giuli – è che l’estate fanese avrà come protagonista l’Uomo Vitruviano di Leonardo: il disegno verrà esposto qui per alcuni giorni, grazie alla collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Mentre proseguono le ricerche e gli scavi, e la città vive la stagione estiva, il Ministero della cultura farà la propria parte: sostenendo, valorizzando e tutelando l’archeologia del territorio, ma anche portando a Fano l’opera di Leonardo più significativa legata al nume tutelare della città».

Accompagnato dalle autorità del territorio e dal soprintendente all’archeologia per le province di Ancona e Pesaro Urbino Andrea Pessina, il ministro ha visitato per la prima volta l’area in cui nel gennaio scorso furono trovati i resti delle colonne dell’antica basilica. Le indagini archeologiche finanziate con risorse del Pnrr Next Generation Eu (500mila euro finora, a cui si aggiungono 300mila euro di Comune di Fano e Soprintendenza) stanno definendo il complesso: rinvenuti parte delle fondazioni del muro perimetrale, una porzione della muratura e frammenti del pavimento. «Il ritrovamento della basilica descritta da Vitruvio – ha sottolineato Giuli – rappresenta una scoperta di eccezionale valore scientifico e le Marche si confermano uno scrigno prezioso della nostra storia».

La valorizzazione

Il ministro non si è sbilanciato sulla valorizzazione dell’area rispetto al dibattito sull’opportunità di abbattere le costruzioni civili (residenze e negozi) che insistono sulla superficie della basilica, limitandosi ad affermare che il Ministero ascolterà e sosterrà le decisioni del territorio. Ha poi consigliato la proiezione di una ricostruzione a tre dimensioni della basilica sulla facciata della chiesa di San Domenico, prospiciente l’area degli scavi, per consentire ai visitatori di avere un’immediata percezione dell’antica costruzione. Infine, ha assicurato l’impegno per la restituzione a Fano della statua dell’Atleta vittorioso già attribuita a Lisippo, ripescata in Adriatico nel 1964 ed esposta a Villa Getty di Malibu. «Se non ci riuscissimo, lavoreremmo per un prestito dell’opera per una mostra – ha concluso -. Nel frattempo, il Comune si doti di una copia esatta della statua».




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