Marche

concessi a Fano altri 150mila euro per gli scavi. «Case da abbattere? Ascoltiamo il territorio»


FANO È stata annunciata con poco preavviso, ieri, la visita a Fano del ministro della cultura Alessandro Giuli agli scavi di piazza Andrea Costa quasi per non creare trambusto in città, ma allo stesso tempo per consentire una verifica esplorativa del luogo del ritrovamento della basilica di Vitruvio affinché il ministro potesse rendersi conto di persona della situazione in cui è stata effettuata la scoperta, in pieno centro storico, in un’area di mercato, in parte occupata dall’edificio della pescheria e da un lungo immobile ospitante abitazioni e negozi. 

L’accoglienza

A riceverlo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco Luca Serfilippi e il soprintendente Andrea Pessina che ha illustrato all’ospite all’interno dell’area archeologica i particolari del rinvenimento. Per l’occasione non sono mancate altre autorità: dall’europarlamentare Carlo Ciccioli, al deputato Antonio Baldelli, all’assessore regionale Francesco Baldelli, al consigliere regionale Nicola Barbieri, alla prefetta Emanuela Saveria Greco, al questore Francesca Montereali. Il ministro Giuli non è venuto a mani vuote: oltre a regalare alla città per la prossima estate la permanenza per alcuni giorni del disegno originale di Leonardo Da Vinci “L’Uomo Vitruviano”, che attirerà a Fano una moltitudine di turisti, ha rimpinguato il contributo ministeriale agli scavi della basilica portandolo da 350.000 a 500.000 euro, i quali si sommano ai 300.000 euro già messi a disposizione dal Comune di Fano e dalla Soprintendenza.

La prima colonna

In particolare il ministro Giuli si è soffermato nei pressi della prima colonna dell’ordine gigante descritta di Vitruvio che è stata ritrovata e che ha subito suscitato l’entusiasmo degli archeologi spingendoli a ricercare ulteriori conferme con il “De architectura” in mano; cosa che è avvenuta in modo risolutivo nel gennaio scoso con il rinvenimento della colonna di via Avveduti. Altri segni identificativi posti all’attenzione del ministro sono state le colonne più prossime alle facciata verso via Arco d’Augusto, di cui una, dopo essere stata ben ripulita, si eleva in maniera evidente sulla superficie degli scavi, oltre a un piccolo elevato della facciata in mattoncini della basilica. Giuli non ha mancato di dare suoi suggerimenti come quello di proiettare delle immagini dell’aspetto ipotetico della basilica in 3D sul muro prospiciente della chiesa di San Domenico, come specchio dei resti che si trovano di fronte. Si è incominciato a parlare anche di una copertura e di un percorso interno all’area archeologica in modo che i visitatori possano entrare e vedere da vicino i reperti venuti alla luce. Per quanto riguarda il prosieguo degli scavi e la valorizzazione dell’area, il ministro non si è sbilanciato sull’opportunità di abbattere le costruzioni civili (abitazioni e negozi) che insistono nella superficie della basilica. «C’è già un dibattito in corso con la comunità- ha detto Giuli -. Il Ministero non dà indicazioni al riguardo ma ascolterà e sosterrà le decisioni del territorio».

A completamento della visita poi Giuli è stato accompagnato nei sotterranei del convento di Sant’Agostino dove si trovano i resti del tempio di Giove. «L’antica Fanum – ha dichiarato – è stata un modello architettonico della civiltà occidentale e le Marche si confermano uno scrigno prezioso della nostra storia».




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