A Bari nasceranno quattro case di comunità
La missione sulla realizzazione delle case di comunità in Puglia resta incompiuta. La nostra regione ha centrato il target nazionale in zona Cesarini, evitando così di perdere i finanziamenti del PNRR. Piccolo particolare però: a quanto pare alcune di queste strutture sarebbero scatole vuote, senza personale e servizi. Secondo il piano ne sono previste 83 in Puglia, un numero rivisto al ribasso rispetto alle previsioni iniziali (sulla carta si parlava infatti di 121 strutture). Le quote maggiori saranno realizzate a Foggia (25) e nella città metropolitana di Bari (18), ma molte di queste non hanno ancora visto la luce.
Un tema diventato già qualche settimana fa terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Quest’ultima sul capitolo ha acceso un faro, smorzando i toni trionfalistici dell’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, che aveva parlato di alcune case già aperte e pienamente funzionanti, mentre per altre sarebbe in corso il completamento delle procedure di certificazione di piena operatività.
Secondo la minoranza, infatti, nel calderone dei numeri sono finite anche le strutture preesistenti, rinfrescate e riadattate — in alcuni casi semplici stanze con una targhetta all’esterno. Per quanto riguarda invece le strutture di nuova costruzione, la maggior parte sono ancora scheletri o comunque ben lontane dall’essere completate. I consiglieri incalzano: «Non si tratta di numeri da vantare, ma di presìdi che dovrebbero già essere pronti a erogare servizi ai pazienti», chiosano. Intanto a Bari città le strutture previste sono 4: tre spoke e una hub.
L’attivazione delle case di comunità è una procedura complessa che non si esaurisce in tempi brevissimi. Fino a questo momento la ASL Bari si è occupata dell’organizzazione logistica, strumentale e tecnologica; ora si lavora sui percorsi di presa in carico dei pazienti cronici e complessi. Il processo di assistenza territoriale è graduale e su efficacia ed efficienza è impossibile fare previsioni al momento.




