Puglia

“La politica è un brutto affare”

“Voglio che sia una festa, perché credo che oggi abbiamo tutti bisogno di staccare, almeno per una sera, dallo scrolling continuo delle tragedie. È quello che la musica può fare, almeno per come la vivo io, che resto prima di tutto un dj: uno che nella vita ha sempre cercato di portare allegria”. Lo raccontava così, Lorenzo Cherubini, quell’embrione che poi si sarebbe chiamato Jova Beach Party.

Dopo aver vissuto la tappa di Bari di ieri non possiamo che dire che l’obiettivo è stato più che raggiunto.
Trentamila persone, provenienti da tutte le parti di Italia, hanno colorato la spianata di cemento monocromatica della daresena Marisabella di Bari: zaini e fasce colmi di colori ed entusiasmo. Non un concerto ma un festival, un Coachella più popolare.

Cuori, soli e lune gonfiabili fanno capolino sul cielo di Puglia, in una serata di un’estate che vuole rimanere fino all’ultima nota ed oltre. Un palcoscenico mastodontico pronto ad ospitare il cantante del ‘pensiero positivo’ e i suoi tredici musicisti ma non solo, già dalle prime ore del pomeriggio si è fatta musica con artisti emergenti (Senza Cri ed Emma Nolde), deejay di fama internazionale (Mert & Kremont) e guest star originarie del territorio (Serena Brancale).

Il vero Jova Show prende il via poco prima delle 21. Il mega ledwall a forma di stella regala atmosfere psichedeliche, vintage e neoclassiche. Per la quota cringe (c’è in ogni show che si rispetti) il primato spetta al momento ‘Belve’ (con tanto di Francesca Fagnani sul maxi schermo), secondo sul podio la versione reggae de “L’Italiano” di Toto Cotugno.

E non è mancato il momento per dire la sua su Barletta, dove il concerto era inizialmente previsto il 17 agosto ed è stato annullato una settimana prima causa amianto. Jovanotti ci è andato giù duro, mentre cantava “Quant’è bello lu primm’ammore” declinandolo in salsa pugliese: “35mila cristiani incazzati e file di politici tutti intervistati per finire in mostra su un telegiornale, ma è sempre e solo una campagna elettorale”. E ancora: “A Barletta c’era l’amianto, chissà se poi era vero o mica tanto. La politica è un brutto affare, sia quella nazionale che quella locale”.

Lorenzo può, questo e tanto altro. L’italia non è un paese per giovani così come il Jova Beach non è propriamente un concerto per single, tra proposte di matrimonio e decine di sdolcinati lenti a coppie, il rischio carie c’è ed è importante. Una cantata sorniona per intere generazioni. Da “Ricordati di vivere” a “Ciao mamma”, passando per “L’ombelico del mondo”. Ore di musica che riportano a galla nostalgici ricordi di copertine di Cioè, di poster in camera e prime cotte.

Jovanotti può piacere o no, ma la musica italiana gli deve tanto: ha traghettato il rap rendendolo serenata, ha messo in musica tanto impegno sociale e ha reso le vite medie e quotidiane di molti di noi, un pò più poetiche e romantiche.

A cinquantanove anni (manca pochissimo, il 27 settembre spegnerà sessanta candeline) Lorenzo è un ‘Forever young’ al quale i completi leopardati e zebrati, confezionati dai grandi designer del made in italy, donano alla perfezione. Il suo coraggio nell’osare vorremmo fosse anche un po’ il nostro. Almeno per una notte. Ieri te ne abbiamo rubato un pò, Lorenzo. Speriamo tutti di farne buon uso.




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