“Lavoriamo insieme” – Il Tempo

Foto: Lapresse
Alla fine l’incontro c’è, e la nota diffusa definisce i contorni di una «pax leghista». Matteo Salvini si confronta con i presidenti di regione del partito Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, più Luca Zaia. Il confronto avviene a Roma, a casa del segretario della Lega e vicepresidente del Consiglio, a margine della convention «A tua difesa» che ha chiamato a raccolta, per due giorni alle Officine Farneto nella Capitale, eletti, dirigenti e militanti per fare il punto sulle proposte in vista della manovra economica. La nota al termine dell’incontro tra Salvini e gli esponenti della cosiddetta «ala nordista» del partito racconta della volontà comune di lavorare insieme. Il comunicato sottolinea come «in un clima di assoluta collaborazione» sia stata «condivisa la volontà di avviare già nei prossimi giorni un lavoro finalizzato alla definizione di un manifesto programmatico». La nota evidenzia inoltre «l’importanza del prossimo appuntamento di Pontida». Dopo, sul palco, chiudendo la kermesse il leader leghista ha smorzato i toni sulle correnti. «Non vedo l’ora di condividere le mie responsabilità quotidiane con chi porta il nome della Lega nei Comuni e nelle Regioni. Facendo il segretario del partito, perché me l’hanno chiesto un anno fa i militanti», ha affermato Salvini, aggiungendo: «Coinvolgerò tutte le persone che hanno idee e valori, a partire dai governatori, ma senza formule che riporterebbero al pentapartito». E ha ironizzato: «Per me, da milanese, è difficile ipotizzare una fronda nordista. Ho ancora cinque camicie verdi nel mio armadio a Milano e quando qualcuno non sapeva ancora di essere al mondo abbiamo fatto più di una battaglia».

Il cuore della convention resta la manovra. Salvini osserva: «La grande sfida è aumentare il potere d’acquisto dei salari e occorre un importante, coraggioso, impegnativo scostamento di bilancio. Stare sotto il 3% sarebbe bello, ma bisogna verificare se stare sotto il 3% sia compatibile col sostegno alle famiglie e alle imprese italiane». Sulla copertura per Quota 64, il leader leghista ha proposto di tassare gli istituti di credito: «Se devo scegliere se tassare gli artigiani o tassare 20 banchieri, tasso 20 banchieri. Al tavolo di maggioranza chiederò “perché no?”». E ancora: «Perché su altre scelte sulla Flat Tax, sui giovani, sul ponte, sulla giustizia, sull’immigrazione, uno può vederla in maniera diversa. Qua il dato è oggettivo, fin banale». Tuttavia, sottolinea: «Il governo ha sempre discusso, poi abbiamo sempre trovato un accordo più di una volta, anche con la Lega che ha avallato scelte che in origine non erano le nostre e di cui non eravamo particolarmente convinti. Si fa in famiglia, si fa in parrocchia, si fa in qualunque contesto sociale dove ci sono più di due persone presenti, si fa in una maggioranza di governo».

Ampio spazio anche alla geopolitica. Salvini ha puntato il dito contro le dinamiche energetiche: «Noi finanziamo un paese aggredito, ma con parte di questi aiuti il paese aggredito bombarda le raffinerie del paese aggressore. Risultato: aumenta il costo del carburante in tutto il mondo. È una stortura che ci deve portare a fare un ragionamento da uomini e donne liberi». Guardando all’Europa, il vicepresidente del consiglio ha difeso il risultato per AfD in Sassonia, definendolo “una bocciatura delle politiche europee, il Green Deal è una “boiata pazzesca”». E sul futuro politico italiano ha fugato ogni dubbio sulle urne anticipate: «Per noi la cosa più naturale e rispettosa del voto degli italiani è votare alla fine del mandato. La legislatura finisce nel prossimo autunno, quindi ci vediamo ad autunno 2027». Sulla legge elettorale, infine, ha chiuso le polemiche: «L’attuale testo a noi va bene. Garantisce governabilità, reintroduce le preferenze». Non manca una stoccata in direzione destra con un chiaro riferimento a Roberto Vannacci, attraverso un’allusione: «Qualche aspirante leader politico in questa calda estate ha detto che vorrebbe rimettere in discussione l’aborto. Guardiamo avanti, lasciamo decidere le donne e semmai aiutiamo economicamente chi fosse costretta a fare quella scelta per motivi economici».

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Gianni Di Capua
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