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Lautaro e Bonny lanciano l’Inter in vetta insieme alla Roma, 2-0 alla Lazio


Milano – A portare l’Inter in vetta è il suo capocordata, alpinista dalla faccia di roccia, che magari non sorride, ma fa sorridere i tifosi nerazzurri. Ci ha messo 127 secondi Lautaro a segnare alla Lazio e a trascinare i suoi compagni a quota 24 punti, dove ad aspettarli hanno trovato la Roma. Quanto sia scomodo condividere cime e imprese con altri gruppi di scalatori è uno dei grandi temi della letteratura di montagna, e tutti i 73.797 spettatori di San Siro, compresi i laziali, si augurano che i ragazzi di Chivu riescano presto a scalzare quelli di Gasperini, ma c’è tempo.

«La cronaca della gara»

Lautaro in stile condor

La salita è ancora lunga. Undici partite su trentotto sono poche, ma dicono già più di qualcosa. Se l’Inter è arrivata lassù è grazie al buono che già c’era – il modulo, i campioni, molti schemi – più qualcosa che ha portato il nuovo allenatore, che un secondo dopo la rete del vantaggio già si sgolava per chiedere pressing alto. In altissimo è sembrato volere volare Lautaro, che ha festeggiato la rete allargando le braccia come il condor delle Ande che volteggia sui monti della provincia di Mendoza, da cui viene sua moglie Agustina e dove il capitano interista coltiva l’uva con cui produce il suo vino. Ha due etichette: Coraje e Pasión.

A un solo gol dal mito Mazzola

Con il gol di granito che ha aperto la partita, contro una Lazio sempre in partita ma quasi mai pericolosa, Lautaro ha fatto un altro, importante, passo nella storia nerazzurra. A quota gol 161 da interista è a una sola lunghezza da Sandro Mazzola, a cui la statistica ufficiale ne assegna 162, e a dieci di distanza da Boninsegna, terzo marcatore di sempre del club dopo Altobelli e Meazza. In questo campionato il capitano è a quattro centri, pochi per lui, e nello sguardo alle tribune di San Siro si poteva leggere una richiesta di scuse per il ritardo.

Il raddoppio di Bonny, il vano capolavoro di Zielinski

Ad accompagnare Lautaro, contro una Lazio organizzata ma allergica al tiro è stato Bastoni, che ha rubato palla a Isaksen e gli ha servito l’assist. È stato Calhanoglu, in stato di grazia, che ha fatto impazzire il povero Cataldi. È stato anche Dimarco, infaticabile in fascia. Torvo in volto almeno quanto il suo capitano, a fine primo tempo, senza aspettare la domanda dell’intervistatore, l’esterno di Porta Romana ha detto: “Dobbiamo segnare il secondo”. Coerentemente, dopo un quarto d’ora della ripresa, ha messo sui piedi di Bonny la palla 2-0. Il terzo l’ha fatto Zielinski, di nuovo da fuori area come a Verona, ma questa volta di sinistro. Tutto inutile, perché all’inizio dell’azione proprio Dimarco l’aveva toccata di mano e al Var Manganiello ha annullato.

Alla ripresa ci sarà il derby con il Milan

Il 2-0 contro la Lazio non ha la pienezza del 6-0 all’Olimpico all’andata l’anno scorso, ma è la settima vittoria nelle ultime otto partite di campionato, in un weekend in cui molti nell’alta classifica sono inciampati. E aiuta Chivu a fare dimenticare ai suoi giocatori il 2-2 a San Siro contro Pedro e compagni a maggio, occhio del ciclone che ha inghiottito la squadra nerazzurra nel finale di stagione. L’autore della doppietta sei mesi fa, questa volta è entrato in campo dopo un’ora, ha fatto un tiro largo, poi ha innescato Gila che di testa ha preso la traversa. E così l’Inter va alla pausa delle nazionali in testa, e al rientro avrà il derby contro il Milan di Allegri, più forte e più bello di quello dello scorso anno. A Chivu serviranno tutti i suoi uomini. Lo sa lui e lo sa Lautaro, che ha salutato con un bacio sulla testa Frattesi, quando nel finale è stato finalmente messo in campo. Il compagno ha risposto sorridendo, lui che può.

Inter-Lazio 2-0 (1-0)

Inter (3-5-2) Sommer 6.5 – Akanji 5.5, Acerbi 6.5, Bastoni 6.5 – Dumfries 5.5 (11’ st Augusto 6), Barella 6.5, Calhanoglu 7 (36’ st Frattesi sv), Sucic 6.5 (11’ st Zielinski 6.5), Dimarco 7 – Lautaro 7.5 (26’ st Thuram 6), Bonny 6.5 (36’ st Esposito sv). All. Chivu 7.

Lazio (4-3-3) Provedel 6 – Lazzari 5 (23’ st Pellegrini 6), Gila 6.5, Romagnoli 5.5 (30’ st Provstgaard 6), Marusic 5.5 – Guendouzi 5, Cataldi 5 (20’ st Vecino 6), Basic 6 – Isaksen 5 (20’ st Pedro 6.5), Dia 5 (20’ st Noslin 5.5), Zaccagni 6.5. All. Sarri 5.5.

Arbitro: Manganiello 5.5.

Reti: 3’ pt Lautaro, 17’ st Bonny

Note: ammoniti Sarri, Akanji, Sucic, Dumfries, Zaccagni.

Spettatori: 73.797.


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