Società

La bellezza salverà il mondo: da Dostoevskij alla visione di Lina Ricciardello. La scuola, le relazioni e il coraggio di creare il bello

“La bellezza salverà il mondo” è una delle formule più citate del pensiero letterario europeo. Il suo successo, tuttavia, rischia di semplificare la profondità dell’interrogativo che Fëdor Dostoevskij affida al romanzo “L’idiota”. È Ippolit a richiamare una convinzione attribuita al principe Myškin e a domandare, in sostanza, quale bellezza possa salvare il mondo. Non siamo dunque davanti a uno slogan rassicurante, ma a un problema filosofico e umano: la bellezza possiede una forza capace di trasformare il nostro modo di vivere oppure resta confinata nella dimensione dell’ammirazione? Può incidere sulle scelte, sul rapporto con gli altri, sulle responsabilità collettive? E che cosa accade quando una società smette di educare i propri figli a riconoscerla?

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